Archivio

Archivio per la categoria ‘jet tech’

Robert Anton Wilson ha un blog!

13 Dicembre 2006 Commenti chiusi

 

Leggo su BB che Robert Anton Wilson avrebbe finalmente aperto un blog. Il ragazzo (che ha solo 74 anni, ma ha molto abusato di sé nella vita, come la trilogia degli Illuminati dimostra ampiamente) ha finalmente fatto il grande passo, nonostante sia a casa paralizzato e in terapia fissa e abbastanza intensa. Ogni cultore della cultura oscura dovrebbe segnarselo e seguirne le perle di saggezza (per ora tre 🙂

 

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech, pagine e parole Tag:

Responsabilità penale personale e internet

17 Novembre 2006 Commenti chiusi

Continua la saga dell'assurdo nell'Italietta provinciale anche per quanto concerne le tecnologie. Da un mesetto, i detentori del dominio indymedia.org sono tempestati di richieste da parte dell'Interpol per una inchiesta avviata dal simpaticissimo pm Vitello per vilipendio alla religione più di un anno e mezzo fa, relativa a vignette satiriche sul Pontefice, Maledetto XVI. In uno stato ufficialmente laico e privo di una religione di stato, nel XXII secolo, uno si aspetterebbe che un art. come il 403 del codice penale sia una barzelletta in attesa di essere depennata dalla legislazione italiana; invece ogni codicillo è usato saggiamente da magistrati in cerca di notorietà e sgherri in cerca di repressione facile per esercitare pressioni futili quanto fastidiose su chi cerca di fare altro nella vita.

D'altronde, è consolante vedere che la scure della censura e della minaccia repressiva non si abbatte solo sui siti del cosiddetto movimento, ma che la verve priva di sense of humour del soglio pontificio agisce ad ampio raggio. La speranza è che in questo modo la cosa non sia vista come la solita stupidata da comunisti (il volgo è pieno di espressioni di un massimalismo che le teorie economiche del movimento paiono rigorose analisi socio-economiche al confronto), ma come un problema reale, al quale dare il giusto peso. Prima o poi gli italianetti si incazzeranno o no? Questo non è dato saperlo ma il problema delle religioni e del loro rapporto con la vita civile è sicuramente una chiave di lettura fondamentale per i prossimi due-tre decenni almeno nella strutturazione della società e nello svilupparsi dei conflitti interni alla nostra vita di tutti i giorni. Porsi il problema in maniera meno ideologica e semplicistica della Lega Nord o di Magdi Allam (speriamo presto poterci salutare con un "pace all'anima sua") forse  aiuterebbe.

In compenso è vagamente consolante come in America gli economisti e gli osservatori di nuove tecnologie cominciano a sottolineare come la responsabilità penale, nel mondo moderno, sia strettamente personale, e come quindi eventuali illeciti debbano essere semmai ricondotti a chi li ha commessi e non generare generici episodi di censura e repressione 'ndo cojo cojo. Si sa però che sparare nel mucchio è sempre più facile e che a tenere con le mani in mano sbirri e carabinieri, poi finisce che si mettono a fare altro. <g>

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech, oscuro scrutare Tag:

YouTube diffida la condivisione

16 Novembre 2006 Commenti chiusi

Nel giorno in cui Billy Brag (meno male che qualcuno che ragiona c'è) si spende pubblicamente insieme al suo manager a favore della condivisione di file musicali online, sostenendone la funzione essenziale di diffusione culturale di musica e saperi in generale, TechCrunch scopre di aver ricevuto una diffida ufficiale da parte di YouTube dal diffondere software atto a scaricare video dal sito di social networking. Secondo YouTube infatti permettere di scaricare i video dal sito rappresenta una infrazione del copyright e degli accordi impliciti nell'uso del sito stesso. Tradotto in parole povero: siete liberi di pubblicare i video, siete liberi di vederli, ma se li scaricate (siccome non portate soldi in termini di entrate pubblicitarie) state violando il copyright perché quei video sono diventati ufficialmente di YouTube da quando li avete pubblicati. E pensare che ieri gli avvocati di YouTube sostenevano esattamente l'opposto, dicendo che la compagnia americana non è responsabile delle infrazioni del diritto d'autore commesse da chi pubblica video per condividerli perchè non ha alcun potere su di essi, configurandosi meramente come media di scambio e quindi sotto la safe harbour rule  del DMCA. Come qualcuno scriveva ieri: non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca, ovvero nel più prosaico inglese you can't have it both ways.

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech Tag:

I nodi al pettine per GooTube

15 Novembre 2006 Commenti chiusi

Proprio il giorno in cui diventa ufficiale la notizia dell'acquisizione da parte di Google di YouTube (fino ad oggi era annunciata e risaputa, ma non ufficiale), sul blog di Marc Cuban giunge l'intero testo del conflitto tra YouTube e una rete televisiva di Los Angeles circa la pubblicazione da parte di un utente del sito di video sharing di brani televisivi non autorizzati (in questo caso i riots di Los Angeles, non proprio immagini che si potrebbero o dovrebbero considerare private, ma che nonostante questo sono ufficialmente coperte da copyright). I due nodi dell'affare (Google ha destinato parte dell'acquisto di YouTube alla risoluzione di dispute legali? Come si metterà la questione dmca-socialnetworking?) sembrano arrivare al pettine con una certa puntualità nell'arco delle medesime 24-48 ore: sarà un segno del destino? Non penso, ma è comunque curioso.

Nella disputa YouTube si rappresenta come tutelata dalla "safe harbour rule", ovverosia da quella parte del DMCA che dice che alcuni siti possono essere considerati non responsabili penalmente dei contenuti, obbligando la legge a cercare la ormai chimerica responsabilità personale altrove. Allo stesso tempo però YouTube fino ad oggi ha sempre affermato che i materiali pubblicati sul sito, una volta online, sono di sua sola proprietà, cosa che la schiaccerebbe nella posiizone di doversene assumere anche gli oneri. In qualsiasi caso la risoluzione di questo caso metterà un tassello nella ridefinizione del rapporto tra legislazione sul copyright, siti a pubblicazione aperta (più o meno), responsabilità penale e titolarità dei contenuti pubblicati (e quindi anche degli introiti che ne vengono generati? Sarebbe una domanda divertente da porsi…)

Intanto escono i dati sulle entrate pubblicitarie via web che segnalano l'ennesima crescita, un fenomeno che si placherà a un certo punto, ma che è nel pieno della fase che porterà gli inserzionisti del nord del mondo ad abbandonare la carta stampata e ad approdare al web, oppure semplicemente a rivoluzionare il mercato inserzionistico con un indubbio effetto sulla realtà dell'informazione ufficiale (come già ricordato i giornali e siti di news non si vendono ai lettori, ma agli inserzionisti con i lettori come pastura). 

La mattina porta sempre consiglio, o quantomeno alcuni spunti interessanti… Ultimo esempio il PdCI che scopre la censura… Ahi ahi, quando ci si guarda solo l'ombelico, poi si sbatte la faccia contro il muro. Forse potevate pensarci prima, in tutti questi anni in cui abbiamo sbraitato sulla libertà di espressione. C'est dommage.

 

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech Tag:

Mappe, Timelines, e i modi per visualizzare la distanza tra le informazioni

14 Novembre 2006 Commenti chiusi

La capacità di mettere in relazione informazioni apparentemente distanti e di far emergere significati che altrimenti rimarrebbero celati nelle non ovvie nebbie del senso è una attività che da molta assuefazione e fortissima dipendenza. Il mondo è un coacervo di contatti spuri e di possibilità remote, la cui rappresentazione è tutt'altro che banale. La capacità umana di razionalizzare ciò che per tutti gli altri esseri viventi è totalmente intuitivo è allo stesso tempo una maledizione e una forma sottilissima di godimento intellettuale. Per questo ogni volta che mi imbatto in mappe e rappresentazioni sono capace di perdermi ore totalemente affascinato dalla loro potenza. 

C'è stato un periodo in cui si è lavorato anche concretamente per acquisire maggiori competenze e esperienza in questo campo, ma come per mille altre cose lo sforzo si è sfilacciato nelle altre novecento cose che si facevano contemporaneamente. I lavori fatti con bureau d'etudes e il tentativo di produrre un software che consentisse di disegnare una cartografia delle relazioni di potere rimangono una delle occasioni non approfondite che più mi spiace aver perso per strada.

Nel frattempo i GIS sono migliorati enormemente, altre persone si sono interessate alla cartografia, e sulla piazza sono arrivate implementazioni incredibili delle potenzialità della cartografia, che altro non è se non una forma grafica e altamente espressiva della ricerca. Forse nulla più di una mappa rende merito al concetto che spesso cerchiamo di raccontare su come la ricerca sia uno strumento che di fatto definisce una fetta di realtà: quando attraversate una mappa per capire che senso ha quello che state cercando in relazione al contesto e a quello che vi è collegato, vi rendete immediatamente conto che a seconda della mappa e di ciò che rappresenta, voi state conoscendo un mondo diverso. Il potere dell'informazione e della relazione non può essere rappresentato meglio di così.

Perchè oggi penso alle mappe? Perchè in tre blog diversi ne ho trovato tracce: Google Earth sta aggiungendo alla sua scorta di stratificazione cartografica anche mappe storiche, attraverso le quali confrontare le diverse rappresentazioni del mondo nel corso della storia, un esercizio tutt'altro che formale con cui comprendere alcuni pezzi di come e perché la storia è andata come è andata; Andart pubblica una mappa degli scienziati dell'informazione più noti e del loro contributo all'evoluzione tecnologica; Batelle linka a una nuova timeline delle acquisizioni da parte di grandi media company e computer houses, che questa volta mette a confronto Yahoo, Google e Microsoft, rivelando interessanti trend nel mercato mondiale legato all'elaborazione dell'informazione e alla finanza immateriale.

Prosegui la lettura…

Categorie:atlas, jet tech, storia e memoria Tag:

Assemblea autistica, suspend to disk e la cabala

11 Novembre 2006 7 commenti

Rinchiuso per due giorni in quel di Pisa (merda!) a Rebeldia, nel pieno del meeting tra autistici, finalmente riesco a configurare il suspend to disk del mio portatile, scoprendo che era di una banalità sconcertante: configurare gli sleep states nel kernel e digitare quando voglio sospendere su disco: "echo disk > /sys/power/state". Gioia e tripudio (e ringraziamenti al pischello che mi ha suggerito la soluzione).

Nel frattempo giochiamo con la webmail sperimentale di a/i e con i plugin di noblogs (già implementati sticky post, category cloud, e il captcha per i commenti :), ci prepariamo a scivere il manuale per dare una mano agli utenti a rigovernarsela con il nostro nuovo sistema.

Considerato che oggi saremo tutti in assemblea, votatevi a Rosa Croce e cabala perchè normalmente sono questi i giorni in cui i server del nostro network si autodistruggono. Ok ok, la verità è che avevo nostalgia del blog 🙂

 

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech, movimenti tellurici Tag:

Emersione del senso da una matrice di termini

8 Novembre 2006 1 commento

Andiamo avanti nel nostro viaggetto (guidato dal nostro personal trainer) nel mondo degli algoritmi di ricerca e della matematica che rende possibile far emergere senso da una serie apparentemente neutra di elementi. Questo è uno dei problemi principali di quella branca dell'informatica e della statistica applicata che si chiama information retrieval, ed è anche uno dei problemi chiave se, come nel caso di quello che stiamo cercando di combinare, ci troviamo di fronte alla necessità di inventare strumenti tutto sommato nuovi che facciano emergere da un set di dati alcune possibilità in termini di senso (politico).

Oggi approfondiamo il concetto di Latent Semantic Indexing, ovvero di quel processo matematico attraverso il quale un insieme di documenti e termini vengono disposti in un matrice multidimensionale, indicizzati e analizzati in maniera furba per ottenere un informazione sulla rilevanza di ogni documento rispetto a ogni termine, di ogni documento rispetto ad un altro, e di ogni termine rispetto ad ogni altro. Anche in questo caso come nel precedente paper, è facile immaginare come questo processo possa produrre come risultato delle suggestioni profonde sulle possibilità di una comunità.

LSI (anche nota come LSA) è una tecnica che rappresenta grosso modo l'evoluzione della delusione rispetto all'impossibilità di creare una Intelligenza Artificale cosiddetta forte, ma allo stesso tempo rappresenta un po' la vittoria di quegli approcci meno assolutisti che cercano di dare alla relazione tra le cose, le parole, i concetti il giusto peso. Ovviamente nel nostro viaggio siamo ancora lontani dal capire come applicare tutto questo a qualcosa che abbia politicamente un senso, ma è interessante notare come tutta l'enfasi che mettiamo sulle relazioni e sulla loro importanza, abbia un suo corrispettivo nell'evoluzione delle branche della matematica e della statistica al momento più rilevanti. Non a caso infatti l'LSI è un piatto forte dei progetti di Search Engine Optimization, e tutte le società che lavorano nell'ambito della ricerca sanno che una buona implementazione di un motore di ricerca "intelligente" ovvero più attento all'elemento contestuale, semantico, relazionale, sarà la chiave per la nuova generazione di business legato al recupero e alla organizzazione direzionata di informazioni.  

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech, movimenti tellurici Tag:

I nemici di Internet (adoro i titoli sensazionalistici :)

8 Novembre 2006 Commenti chiusi

Il mio lato populista si scalda sempre con i titoli sensazionalistici di Punto Informatico. Non riesco a fare la pippa del super esperto che si lamenta per la poca precisione, perché ne adoro i toni assolutisti e spesso un po' esagerati. Come tutte le fonti di informazione basta tarare il proprio occhio e orecchio sullo stile, e come per magia si riescono a cogliere le cose importanti.

Ieri Reporters Sans Frontières ha pubblicato la sua lista dei Paesi peggiori per quanto riguarda la censura online. L'elenco non ha grandi sorprese se non negli assenti, perché ovviamente il report di rsf non tiene conto delle forme di controllo diverse da quelle strettamente legate all'accesso online di talune risorse. In ogni caso penso che aggiungere le lingue parlate in questi paesi al supporto di LifeType sia una buona idea per noblogs.

PS: io ai nemici di internet ci aggiungerei pure Flickr dopo la geniale trovata con cui sta cercando di brevettare l'interessantezza di un sito. Mi viene in mente solo un coro: per favore pietà! 

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech Tag:

La comunità come fonte di guadagno e di speculazione

6 Novembre 2006 Commenti chiusi

In questi giorni, come in tutti gli altri, si susseguono le notizie reperibili qua e là sull'uso da parte delle grandi compagnie di comunità piccole e grandi. Non è una novità che prima o poi chi vuole fare soldi si accorga che, anziché massacrare di leggi e restrizioni le comunità che producono la domanda su cui costoro costruiscono business miliardari, forse sarebbe più intelligente procedere ad un uso più subdolo di tutta la messe di informazioni e relazioni prodotta da questa comunità. Tuttavia siamo ancora in una fase intermedia, in cui i vecchi privilegi sono duri a morire, come ben segnala l'iniziativa dei quindici che denuncia come il periodo di copertura del diritto di autore si sia magicamente esteso pochi anni fa sotto pressione della Disney, rendendo moltissimi capolavori non più fruibili da tutti senza alcun limite con la scusa di tutelare gli eredi di Topolino. 

In compenso l'ufficio brevetti americano inizia a lavorare per mettere a profitto la comunità dedicata alla proprietà intellettuale inaugurando un servizio di peer review per i brevetti  (ovvero una comunità che valuti la validità o meno del brevetto, a medio termine togliendo la maggior parte del lavoro di verifica dalle spalle dei grigi burocrati del patenting), e la publishing house di USA Today (la Gannett) decide di includere nelle proprie pubblicazioni una parte di materiali prodotti dalla comunità che segue i suoi giornali (non lontano dall'operazione blog e minchie che campeggia su Repubblica Online da tempo, ma traslato alla carta stampata). [tnx delfants per il saccheggio che mi concedi ogni volta :)]

Di fronte a questa speculazione, la maggior parte delle comunità fertili, anestetizzate dall'ebetismo cerebrale dilagante, non si pongono minimamente il problema, anzi innalzando grida di giubilo ogni qualvolta il loro contributo viene preso in considerazione dai loro padri padroni. Il peggior nemico del popolo è il popolo, avrebbe potuto scrivere qualcuno (e forse lo ha fatto), ma resta il problema cruciale di come costruire comunità un minimo meno supine alle decisioni di rapina commerciale come questa: ovvero se la mia produzione collettiva offre un vantaggio commerciale, io devo avere qualcosa in cambio. Potere? Influenza? Soldi? Non saprei, ma regalare gratis le proprie relazioni è qualcosa che mi disturba, soprattutto se a beneficiarne sono gli stessi che poi tenderanno a reprimere ogni mia spinta innovativa e poco ortodossa.

Contemporaneamente risulta evidente (e spero presto di avere il tempo di scrivere qualcosa di più a proposito) che il modello che negli ultimi cinque anni abbiamo costruito (indymedia, tanto per capirci) è ormai totalmente inadeguato, superato dai blog generalizzati da un lato, dai free press dall'altro, dagli espeimenti come Repubblica Ultimora, Corriere Anteprima e il Sole 24 Minuti in arrivo, nonché da quest'ultima iniziativa della Gannett. Il problema a questo punto non è avere uno strumento di informazione dal basso pervasivo e popolare, ma come fare in modo che da un lato questo strumento pervada media al di là del nostro ristretto circolo mantendo una sua potenzialità, e dall'altro come riuscire a far emergere relazioni possibili e potenziali originarie di conflitto e soggettività dalla messe di dati prodotta da una data comunità.  

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech, movimenti tellurici Tag:

Relazioni tra senso e contesto: un paper

3 Novembre 2006 Commenti chiusi

Un altro autistico mi ha passato questo paper su "Automatic Meaning Discovery Using Google". Il documento parla di strumenti statistici per sondare il mondo della semantica, delle relazioni tra senso e contesto, il linguaggio e l'apprendimento. Da questo punto di vista Google rappresenta un motore eccellente di relazione tra oggetti, relazioni che sono alla base della possibilità di definire contesti e quindi di apprendere sensi. La matematica e i concetti statistici contenuti nel paper sono ben al di là delle mie conoscenze, ma le implicazione del testo sono molto più facili da intuire. Se al posto di Google si usasse un altro motore? Se al posto del web si usasse un sottoinsieme già più definito di relazioni, contesti e sensi? Se il fine non fosse quello di ricostruire un intelligenza umana ma un intelligenza collettiva e interrelata? Se al contrario il fine che ci ponessimo fosse quello di esporre relazioni? 

Prosegui la lettura…

Categorie:jet tech Tag: