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Archivio per la categoria ‘orient express’

Olimpiadi libanesi

7 Agosto 2008 6 commenti

 

Avevo scritto un articolo ma ho litigato con la form di noblogs. Per cui ora vi prendete la versione ridotta: io e Blanca tra 12 ore più o meno saliamo sull’aereo per rientrare in Italia; nel frattempo leggetevi il blog del mio socio per gustarvi la sapida rubrica Cazzate Olimpiche; quando rientro aggiorno il post su Pechino e metto su un po’ di foto così i commentatori assidui del blog smettono di scassare le palle; il Manifesto si capisce perché chiuderà, dato che manda due inviati a Pechino, non gli da pagine ad hoc, in compenso dice di no a tutte le loro proposte di articolo salvo poi scoprire che due giorni dopo le stesse cose peggio le scrive Rampini e rosicare come  bestie. 

中国加油!奥运会加油!

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中国 made easy 05: Beijing (北京)

5 Agosto 2008 1 commento

Pechino è Pechino, profuma di storia e di millenni, di racconti e di anfratti della memoria. E’ un posto immenso, pieno di cose da vedere, da fare, da capire, una specie di Cina in miniatura da esplorare in altrettanto tempo. A Pechino siamo stati quasi dieci giorni, più di quelli necessari forse per una visita tour de force, meno di quelli che ci vorrebbero per assaporarla. Se volete fare un giro turistico serrato anche in 5-6 giorni ve la cavate (meno è un delitto), mentre se volete girare la città con il tempo anche per voi, 10 giorni sono ottimi.
Per dormire noi non abbiamo sperimentato direttamente soluzioni e l’ostello che abbiamo visto per la gita a Simatai e JingShanLing (per vedere dei pezzi della Grande Muraglia, 长成) non sembrava malaccio, anche se decisamente più caro che altrove. Ovviamente a Pechino in questo momento pre-Olimpico è tutto molto più costoso, ma in una città così enorme volendo si vive con pochissimo. Noi ci siamo attestati su una via di mezzo, complici i nostri vizi (la colazione) e il fatto che durante il nostro soggiorno passavamo molto tempo con i nostri soci e gli amici dei nostri soci, cosa che rende meno rigido il controllo delle casse.
Per mangiare non ci sono problemi: anche se durante il periodo olimpico una legge del Governo locale impedisce di mettere per strada qualsiasi bancarella per non arrecare danni al decoro (la Cina come Maroni!!!) potete trovare facilmente negozietti a conduzione familiare con notevoli prelibatezze. Se invece vi attestate sui ristoranti, mettete in conto di spendere in media il doppio di quanto spendete nel resto della Cina (Shanghai esclusa forse). Anche qui i consigli sono difficili da dare, perché siamo stati scorrazzati in lungo e in largo e non sempre ci siamo resi conto (soprattutto i primi giorni) di dove eravamo veramente.

Veniamo al turismo. Per quanto riguarda i templi e le mete da visitare sicuramente le tappe obbligatorie sono (in ordine di importanza): piazza Tienanmen (天安门广场) e la Città Proibita (zijincheng, 紫禁成), la Grande Muraglia (che vedremo domani, ma ci sentiamo di sbilanciarci), il Palazzo d’Estate (Yiheyuan, 颐和园), il Tempio Celeste (tiantan gongyuan, 天坛公圆) e il Tempio del Lama (yonghegong, 雍和宫) a pari merito. Sono tutte mete ultranote e senza aver visto le quali difficilmente verrete creduti come sinofili in vacanza.
Piazza Tienanmen è immensa e densa di ricordi e di storia: le due porte che la racchiudono, la Porta della Pace Celeste appunto, e la Porta Qianmen (Anteriore) sono molto belle e non è necessario che vi facciate ladrare degli yuan per salirvi. Gustatevele nella loro immensità dal basso. In questo momento la piazza è un po’ ingombra di troiate legate alle Olimpiadi e al gusto estetico dubbio cinese, ma non perde il suo fascino. Nella piazza potrete visitare il Mausoleo a Mao Zedong (apre mar-dom dalle 8 alle 12, non portatevi nulla perché sennò non entrate a meno di non cercarvi sul lato Est della piazza il guardaroba; piuttosto presentatevi verso le 11.45 all’ingresso senza nulla e entrerete in un battibaleno), il Monumento agli Eroi del Popolo che è il mio preferito per sobrietà e maestosità, e osservare sia il Palazzo dell’Assemblea del Popolo che il Museo Nazionale. Dietro di voi vi sorveglierà il ritratto del Grande Timoniere, oltrepassato il quale potrete perdervi per ore nella Città Proibita: il biglietto potete insistendo farvelo fare come studenti alla metà, ma è consigliata l’audioguida a 40 元 con 100 元 di deposito per avere qualche informazione su cosa state vedendo e soprattutto per non perdervi. La Città Proibita necessiterebbe di almeno una giornata con previsione di pasti per essere visitata con calma, ma correndo come forsennati in 4 ore ce la potete fare se non fa troppo caldo e non vi viene un colpo apoplettico. Il consiglio che mi sentirei di dare è di dedicare un giorno intero dalla mattina alla sera a piazza e Città Proibita, non penso che ve ne pentirete. Dal lato opposto della piazza rispetto alla Città Proibita, oltre la Porta Anteriore un tempo c’era una delle vie più belle di Pechino, Qianmen Dajie, che pullulava dei negozi e delle case più antiche della Città, ma che è stata spianata per farne una specie di Corso Vittorio Emanuele finto e vuoto: peccato. Intorno però gli hutong e le vie pullulano ancora di vita e di umanità, per cui anche saltando la perla fasulla, potreste trovare molte cose interessanti, relax e cibo ottimo.
Il Palazzo d’Estate si trova lontano dal centro, parecchio lontano dal centro, tanto che per arrivarci non potrete evitarvi un taxi, a meno di non voler affrontare una vasca notevole in autobus. Noi ce la siamo risparmiata perché in questi giorni olimpici prendere i bus a Pechino è un po’ un macello: ci sono lavori dappertutto e trovare le cazzo di fermate è un rebus non indifferente, reso ancora più improbo dal caldo umido e devastante. Il Palazzo d’Estate merita una seconda giornata in sé: anche qui il consiglio è di arrivarci presto, con del cibo al seguito, per mangiare nel parco e godervi le sue varie parti. Dall’alto del Padiglione dell’Incenso del Buddha godrete di una meravigliosa vista di tutta Pechino e nel Giardino della Virtù potrete ascoltare una riedizione moderna delle opere che ascoltavano gli Imperatori in villeggiatura: niente male! TUtto il parco merita, è ben curato e rilassante, ma se non avete particolari ambizioni vi consigliamo di prendere il biglietto di solo ingresso (15 yuan) e quello per il Padiglione (20 yuan), risparmierete 30 yuan circa sul biglietto totale e vi perderete l’opera, ma non è detto che vi interessi. Se invece siete in vena di spese il pedalò è una figata che vi permetterà di visitare molto più in fretta i vari siti del Palazzo, ma non vi godrete il verde.
Non molto lontano da piazza Tiananmen (relativamente alle distanze pechinesi, quindi parliamo comunque di una decina di chilometri 🙂 è il Parco del Tempio Celeste: è un parco bellissimo che può occuparvi dalle due ore alle giornata intera, dove sono ospitati il Tempio del Cielo, il Muro dell’Eco e l’Altare Circolare, oltre a una serie di strutture minori. Anche qui almeno mezza giornata vi consentirà di godervi la frescura verdeggiante del parco e le sue attrazoni turistiche. In alternativa potete associarci (o lasciarlo come abbiamo fatto noi per uan giornata dedicata a tutti i templi possibili) il Tempio del Lama: quest’ultima meta molto nota non è molto grande e visitarla necessita di non più di un paio di ore dilungandosi, ma il tempio vale la pena. Particolarmente belle sono le sue strutture e le statue, dato che era una residenza dell’Imperatore prima di essere un luogo di culto e che è sopravvissuto alla furia iconoclasta per il favore di Zhou Enlai.

Finite le mete turistiche obbligatorie possiamo consigliarvi alcune mete secondarie (sempre legate al turismo classico). Noi in un giorno ci siamo sparati sei templi ed è forse un po’ eccessivo, ma abbiamo dimostrato che anche con un caldo infernale si può fare. Secondo me con un po’ di determinazione si può fare anche di meglio 🙂 In ogni caso se voleste ripetere il nostro itinerario del giorno tempioso dovreste fare così: Tempio del Lama e a seguire Tempio di Confucio e Collegio Imperiale, che si trovano a 100 metri. Sono entrambi molto belli e piacevoli, e molto meno affollati di Yonghegong. Dopo questa zona trasferimento verso la Moschea di Niujie (via della Vacca), Niujie Libai Si (牛街礼拜寺), veramente incantevole e ancora utilizzata: la scena con il chinao musulmano che dava i veli a Blanca per coprirsi cosce e spalle è stata imperdibile, come lo è il minareto a forma di Torre della Campana di un tempio buddhista! Dopo la Moschea potrete andare a piedi in 5 minuti al Tempio Fayuan (Fayuan Si, 法源寺) costruito nel VII secolo e ancora in uso. Noi siamo arrivati verso le 16 e stavano pregando senza curarsi di noi turisti, ed è stato molto bello aggirarsi nel tempio quando non è una struttura per gli stranieri, ma per chi ne gode normalmente. Dopo il Tempio Fayuan, prendete un taxi e per una decina di RMB potete arrivare al Tempio della Nuvola Bianca, Baiyun Si (白云寺), un tempio molto ampio di fede taoista, in cui sono custodite statue molto belle in bronzo di divinità e immortali vari. Anche qui siamo arrivati in chiusura ed era tutto molto più naturale che non nelle ore principali delal giornata. Se siete temerari a questo giro potrete aggiungere il Tempio Dongyue e il Tempio della Campana, ma noi non ce l’abbiamo fatta.

Se invece del turismo classico non ve ne sbatte una fava, potete fare un itinerario differente e molto edonistico: partite con l’andare alla Factory 798, un ex unità produttiva occupata da artisti e adesso rilevata dallo Stato come complesso di gallerie. Il posto è ricco di spunti interessanti, café, baretti, ristorantini, parchetti, gallerie, eposizioni, librerie e chi più ne ha più ne metta. Ognuno dei cinque settori è grande due isolati e meriterebbe un giorno di visita per essere gustato appieno, con chiacchiere con gli artisti e con i curiosi. Una volta esausti dal 798, a cui potete arrivare in taxi se non volete piangere in cinese, potete riprendere un taxi per andare verso gli hutong pechinesi intorno al Lama Temple e alla fermata di Beixingqiao della metropolitana. Da lì a piedi seguendo per Gulou Dajie potrete incrociare Nanluoguxiang, una delle hutong più note della città: lei e la sua gemella settentrionale Beiluoguxiang ospitano decine e decine di baretti e negozietti fantastici dove potrete passare ore e ore a cazzeggiare o a fare shopping. Infine a sera portatevi nella piazza tra la Torre della Campana e la Torre del Tamburo, dove troverete i baretti con musica dal vivo più carini e interessanti del circondario!.

Se lo shopping è invece ciò che vi interessa non possiamo non citarvi alcuni posticini niente male, dove anche noi abbiamo fatto incetta di mercanzie: in primo luogo il mercatino di Panjiayuan, il sabato e la domenica dall’alba alle 16. Ci arrivate con la metro fino a Guomao e poi a piedi dritto per 100-200 metri e poi girando a destra. Il posto è incredibile, soprattutto per cianfrusaglie, dipinti, stampe, mobilia, antiquariato, oggettistica varia, mentre non sperate di trovarci vestiario o altre cose simili: siate spietati nella contrattazione, perché loro lo saranno con voi (qui il 30% o il 40% sono un buon obiettivo, ma potete fare anche di meglio). Noi abbiamo fatto ottimi affari. Sempre continuando nello shopping feroce dovete provare Silk Street, un inferno di negozietti nella parte orientale della città, in piena city (v. Lonely Planet), e soprattutto il Mercato delle Perle, dove essere spietati nella contrattazione non basterà e vi toccherà picchiarvi con i commessi in camicia turchese per fargli capire che non vi devono tenere per il braccio sennò li menate (o le menate): il Mercato delle Perle, Hong Qiao Shichang, è famoso e lo trovate sulla Lonely, ma sta tra le fermate di Ciqikou e Tiantandongmen della metrò, a 500 metri a sud dell’una o a Nord dell’altra.  Per finire con lo shopping due negozi singoli: una piccola boutique di una ragazza a destra dell’entrata del Lama Temple, dai prezzi non esosi né economici, ma dalla simpatia estrema, in cui ci siamo goduti la sua piccola macchina da cucire, e un posto dove trovare buoni the a buon mercato (prezzi dalla metà a un terzo del resto dei posti che abbiamo trovato in Cina), in una traversa di Qianmen Dajie molto ampia e frequentata che potete raggiungere prendendo la via parallela Qianmen Xidajie fino a incrociare la via che è pedonale. In questa via, una ex hutong, abbiamo trovato un grosso negozio di te, verso Qianmen Dajie, che faceva ottimi prezzi e in cui ci hanno trattato benissimo con ampi assaggi e simpatia. Tutto consigliato.

Ovviamente noi abbiamo visto pochissimo di quello che si sarebbe potuto vedere, ma non basta una vita per conoscere a fondo Pechino. Almeno con questo post speriamo di dare qualche idea di priorità a chi non c’è mai stato e conosce quello che vuole vedere di una città: i must, le mete turistiche, i parchi, i luoghi alternativi o alternativoidi, lo shopping. Presto ci risentiamo dall’Italia. Troppo presto, ma tant’è.

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中国 made easy 04: Chongqing (重庆), Yangzi River (长江), Wuhan (武汉)

28 Luglio 2008 1 commento

Chongqing (重庆)

重庆 e’ una citta’ interessante: sorge sul fiume yangzi (长江) ed e’ tutta salite e discese, gradini, palazzoni, giardini e stradine incredibili. E’ una citta’ portuale e come tale ha i suoi pregi e i suoi difetti: alcune zone sono molto sporche e "odorose", ma altre sono avveniristiche. E’ uno dei tre forni della Cina – insieme a Wuhan (武汉) e Nanjing (南京) – e infatti fa un caldo orrendo (alle due di pomeriggio ho alzato gli occhi dalla piazza in cui mi trovavo e ho letto 41 gradi, quasi volevo morire).
A 重庆 ci ha accolto in stazione il contatto dell’ostello di 西安, John come si fa chiamare, un tipetto sulla 40ina che parla un ottimo inglese e vi recupera con un cartello in stazione per portarvi al John’s cozy nest, un appartamento in un palazzone che svolge funzione di ostello temporaneo per la gente di passaggio a 重庆. Il luogo e’ confortevole e la compagnia di John deliziosa (abbiamo parlato di calcio di cui e’ un grande fan, di Cina, di livelli di vita, di problemi della Cina e del suo futuro, molto interessante), ed e’ economico: la stanza doppia l’abbiamo pagata 120 元. Inoltre John e’ un ottimo organizzatore e se vi sedete al tavolo con lui a parlare vi dara’ una mano a pianificare tutti i vostri passaggi successivi a prezzi onestissimi (di solito senza commissioni, dato che lui prende una percentuale sul prezzo di ingresso o sui biglietti di nave come "operatore turistico") e con molta efficienza. Noi abbiamo viaggiato grazie a lui fino a Pechino senza un problema per tutti i sette giorni successivi a 重庆. Il consiglio e’ di sfruttare la sua competenza per organizzarvi decentemente la crociera sullo Yangzi (vedi paragrafo successivo) e anche gli spostamente successivi almeno fino alla prima tappa importante (per noi Pechino, passando per Yichang, 宜昌, e Wuhan, 武汉).
Per mangiare a 重庆 avete solo l’imbarazzo della scelta: andate giu’ dall’ostello verso i molti e trovate quante cose volete per ogni gusto. Siamo stati a 重庆 solo una notte e mezza giornata quindi e’ un po’ difficile suggerire dei posti in particolare.
Dal punto di vista turistico siamo andati a vedere il Tempio degli Arhat (luohan si, 罗汉寺) che trovate sulla strada per andare in centro e costa solo 10 元. Il tempio e’ molto carino e l’effetto che fa incastrato com’e’ tra mille palazzoni e abitazioni e’ caratteristico. Poi abbiamo visitato il Museo delle Tre Gole (sanxia bowuguan, 三峡博物馆) che si trova proprio di fronte al Palazzo del Popolo che vale qualche fotografia: il museo e’ gratis per 700 persone ogni ora, ma consigliamo vivamente l’acquisto dell’audioguida in cinese, perche’ non e’ pensato per visitatori stranieri e vi perdete una buona parte delle cose interessanti. Sono 100 元 ben spesi!
Oltre a questo il consiglio e’ di lasciarvi convincere da John per andare a Dazu (大足), uno dei quattro siti di sculture nella roccia famosi in tutta la Cina. Il posto e’ a due ore di viaggio da 重庆 e i 240 yuan a testa che chiede John includono il viaggio in autobus, i biglietti di ingresso (che da soli sono 80 o 100 yuan, ora non ricordo), e anche un pranzetto niente male (se non che’ e’ in orari cinesi, alle 11.30). La gita e’ provante perche’ si parte alle 8 di mattina e si rientra alle 17, ma ne vale la pena, perche’ le sculture nella roccia a Dazu sono molto autentiche e si sono salvate in grossa parte dalla deturpazione iconoclasta: il buddha che dorme prima di entrare nel nirvana e le tre statue di quasi dieci metri sono qualcosa da non perdere.
Inoltre il viaggio in bus vi fa apprezzare un po’ della Cina piu’ vera, che in un viaggio cosi’ denso come quello che stiamo facendo noi e’ difficile da vedere, datoc he si rimane spesso nelle citta’. Due ore di escursione nelle campagne offrono moltissimi spunti di osservazione.

Crociera sul fiume Yangzi (长江)

Arriviamo alla parte piu’ succulenta di questo post: la crociera sullo Yangzi. La crociera sullo Yangzi normalmente necessita’ di 3 notti e 3 giorni sulla barca, anche se ve le spacciano per 4 giorni e 3 notti (il primo giorno salite sulla barca alle 21.00 quindi direi che non conta anche se loro lo contano). Il costo varia a seconda della sistemazione per dormire: se viaggiate in coppia prendete senza porvi problemi una cabina di prima classe (1150 元 a testa circa) che significa avere una doppia con bagno in camera; se viaggiate da soli potete anche avventurarvi in quelle di seconda classe da 4 persone o in quelle di terza da 6 con bagno in comune (costi tra i 400 e i 700 yuan circa a testa), ma quei 30/40 euro per il bagno in privato valgono il prezzo. In tre giorni avrete voglia di un po’ di tranquillita’.
Oltre a questo dovrete mettere in conto altri costi: 55/60 元 per l’accesso al ponte sopracoperta senza il quale avrete una vista ridotta, e le escursioni che vi consigliamo di prenotare direttamente da John a Chongqing, il cui costo si aggira intorno ai 500/600 yuan a testa (se le fate tutte, ma proprio tutte).
Prima di parlare delle escursioni vale la pena fare un discorso generale sulla crociera: la stanza doppia con bagno e’ confortevole, ma non troppo grande. E per rendervi la vita migliore ci sono alcune cose che vi consigliamo di fare: prima di tutto attrezzatevi con caffe’ (il the e’ compreso nel biglietto di sopracoperta) e biscottanze varie per fare colazione, dato che la sveglia nei tre giorni e’ sempre a orari improbi tipo le 5:30 per partecipare alle gite o per vedere il panorama; inoltre vi conviene chiedere quando attivano l’acqua calda per le docce perche’ non e’ sempre in funzione (ma quando c’e’ il flusso e’ ottimo e abbondante); in ultimo assolutamente necessario pianificare un po’ i pasti: il ristorante a bordo e’ costoso e di scarsa qualita’, mentre sulle bancarelle a terra in corrispondenza delle fermate potete trovare ogni sorta di ben di dio. Cerchero’ di darvi dei consigli parlando dei singoli giorni e delle escursioni.
Partiamo dall’imbarco: ore 21.00, la prima notte vi consigliamo di famigliarizzarvi con la barca e con i suoi ritmi, e di andare a letto presto. Il giorno dopo infatti si comincia prestissimo: alle 5.30 i chinao si svegliano e fanno un bordello inenarrabile, e anche voi dovete tirarvi in piedi perche’ alle 6.20 si esce dalla barca per andare a Fengdu (丰都), la citta’ dei fantasmi. La parte dedicata al Palazzo dei fantasmi non vale molto la pena, mentre tutta la parte che la precede con la visita al Monte Ming (ming shan, 名山) e’ molto interessante. Sulla strada per la Citta’ dei fantasmi trovate delle bancarelle con ravioli e spaghetti buonissimi, peccato che siano le 9 di mattina e non ve la sentirete di mangiarli. Io ne prenderei un po’ lo stesso per il pranzo o addirittura per la cena, se fossi in voi, senno’ rischiate grosso. La gita alla citta’ dei fantasmi costa 80 yuan (il prezzo dell’ingresso) e dura circa 3 ore prima di tornare in barca e portarvi verso wanzhou (万州). La seconda gita e’ nel pomeriggio fino alle cascate di Qinglong (qinglong pubu, 青龙瀑布) e comprende un viaggio in bus di due ore in piena campagna cinese e un giro nelle cascate piu’ alte d’asia. Costa 80 yuan e li vale, per il tragitto molto autentico e per lo scenario naturale in se’ che ‘ molto bello. Quando rientrerete in barca a sera sarete spaccati, pronti per una cenetta veloce e un po’ di aria sovracoperta seguite da una doccia e da un buon sonno.
Il secondo giorno sono previste due gite spaccaschiena: la mattina sveglia ancora alle 5:30 per andare alla Citta’ del Re Bianco. Devo dire che non mi ha impressionato e che forse non la farei: a parte il fatto di essere un sito storico non offre molto, e ci si puo’ risparmiare la levataccia, usando il tempo di attracco per girare per la citta’ di Fengjie’, dove potete recuperare cibo e fare quattro passi con calma (dato che la gita dura 2 ore per 90 yuan di costo). Fuori dall’attracco troverete delle bancarelle con pesce ottimo e delle patate piccanti arrosto da impazzire (una vaschetta non pagatela piu’ di 3/4 yuan che gia’ vi stanno furtando). Al rientro in barca si riparte e si viene scaricati su una barca un po’ piu’ piccola (ma non troppo) per la gita nelle Tre Piccole Gole. Prima di questo pero’ potrete assaporare la prima delle Tre Gole, Qutang Xia (瞿塘峡), la piu’ breve e la piu’ imponente per i suoi muri di roccia.
Le Tre Piccole Gole (Sanxiaoxia, 三小峡) sono molto belle e forse anche piu’ apprezzabili come spettacolo naturali delle sorelle maggiori e maggiormente famose: i loro nomi sono Gola della Porta del Drago (Longmenxia, 龙门峡), Gola delle Nebbie (Bawuxia, 巴雾峡) e Gola di Smeraldo (Dicuixia, 滴翠峡). Alla fine di esse vi trasferirete in barche tipiche dei pescatori della zona per visitare le Tre Mini Gole (Sanxiaoxiaoxia, 三小小峡), veramente carine, anche se non particolarmente impressionanti.
Al ritorno sulla barca vi proporranno una serata di danze e lirica cinese, ma noi eravamo troppo provati per approfittarne: abbiamo preferito tornare sulla barca, farci una doccia e mangiare il cibo raccolto nelle bancarelle (ottimo). In realta’ all’attracco dei locali organizzano un ristorantino molto invitante che pero’ noi abbiamo notato solo dopo aver fatto incetta di nutrimento sulle bancarelle: una cosa che sicuramente consigliamo di provare.
Il giorno dopo (l’ultimo) vi tocca svegliarvi alle 5.30 per poter vedere la seconda delle Tre Gole, la Gola delle Streghe (Wuxia, 巫峡), molto suggestiva e sempre avvolta dalla nebbia, da cui si stagliano i picchi che si affacciano sull’acqua. Vi tocchera’ subirvi una pausa per una gita (che non consigliamo) al mausoleo di Qu Yuan, un famoso poeta della dinastia Tang (se non sbaglio). Il posto non vale la pena e il pacco e’ che non si puo’ nemmeno scendere a terra: programmate un riposino di 2/3 ore!!!
Alla ripartenza affronterete l’ultima delle Tre Gole, la meno impressionante, La Gola della Collina Orientale (Xilingxia, 西陵峡). Il viaggio dura tre ore prima di arrivare in vista della Grande Diga: devo ammettere (e Blanca e’ d’accordo con me) che ci aspettavamo qualcosa di piu’ imponente. Certo e’ grande, ma tutta la propaganda ci aveva fatto pensare a qualcosa di piu’ mostruoso, ma di questo parlero’ in un altro post. La crociera prosegue con una gita, tutto sommato consigliata, alla Grande Diga, sanxia daba, 三峡大坝, (costo mi pare 120 yuan tra bus e ingresso), che si conclude con un viaggetto di due ore fino a Yichang (宜昌): dovrete quindi sbarcare i bagagli prima della gita alla Diga, ricordatevelo!!!
A seconda poi di dove dovrete andare da Yichang dovrete spostarvi: il nostro consiglio e’ di concludere la giornata sbattimento con il viaggio fino a Wuhan (武汉), che dura se non trovate un coglione come noi circa 4 ore e mezzo di bus, per portarvi fino a un simpaticissimo ostello (il Pathfinder Youth Hostel, yhawuhan@hotmail.com), che consigliamo caldamente: situato in una corte e’ molto tranquillo, e’ gestito da pischelli invasati e sui loro pc usano UBUNTU!!!
Il viaggio fino a 武汉 potete organizzarlo con John e da 武汉 partono tutti i treni veloci che ci mettono la meta’ del tempo ad arrivare a Shanghai o Beijing (meta’ del tempo vuol dire 11 ore anziche’ 24 o 26!!!!).

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中国 made easy 03: Xi’an (西安)

23 Luglio 2008 8 commenti


西安 e’ una citta’ interessante. E’ una meta fortemente turistica e come tale e’ ricca di posti dove trovare di tutto. La differenza con altri luoghi e’ che i luoghi tradizionali si riescono a mischiare abbastanza bene, senza grossi traumi, e che con poco sforzo si possono trovare angoli molto tranquilli e genuini in mezzo a 3.5 milioni di persone. Nonostante le cartine la citta’ e’ piuttosto grande, anche solo considerando l’area entro la cinta muraria (non originale, ma ricostruita verso la meta’ del millennio passato, e di grande impatto): spostarsi dalla stazione all’incrocio tra le principali direttrici del quadrilatero entro le mura prende camminando almeno mezz’ora/tre quarti d’ora. Lungo le direttrici principali entro le mura e’ una festa di grandi magazzini, negozi enormi, supermercati e negozietti, una sorta di via commerciale sparsa su differenti direttrici. Se si guarda anche oltre le mura si trovano i quartieri dormitorio alternati a zone fortemente turistiche o commerciali. Intervallate con queste grandi zone si trova di tutto, come nel resto della Cina. In particolare ci sentiamo di segnalare il quartiere islamico che e’ veramente una figata totale, dove perdersi per buona parte dei giorni che passerete. Li’ noi abbiamo anche trovato delle persone con cui saremmo potuti diventare amici, compresa la signora delle frittelle all’aglio il cui figlio e’ un tifoso nerazzurro.

Veniamo ai consigli per i viaggiatori: per arrivare in treno non ci sono problemi, 西安 e’ molto ben servita e potete arrivarci in molti modi. Fare un biglietto non e’ cosi’ banale, dato che la stazione e’ piuttosto grossa, ma di questo non preoccupatevi: la citta’ e’ piena di agenzie, e anche ai posti che segnaliamo per dormire potete ottenere il vostro biglietto con 40 元 di commissione (quindi dipende quanto lontano dovete andare). Di fronte al piazzale della stazione ci sono decine di autobus che vi porteranno dappertutto, e il sistema di mezzi pubblici di 西安 e’ molto ben organizzato: ogni pensilina ha i percorsi dei bus e le fermate, quindi studiando i caratteri cinesi del posto dove dovete andare o di una via nelle sue vicinanze potete raggiungere qualsiasi posto con 1 元. Io e Blanca ci siamo goduti molto questo mezzo di trasporto, ma attenzione perche’ a certe ore puo’ diventare piuttosto affollata la situazione (il viaggio in 23 di ritorno dalla Pagoda della Grande Oca, con l’autista che aggiungeva acqua al radiatore ogni tot minuti di viaggio e circa 100 persone nel bus, e’ stato decisamente hardcore).

Per dormire 西安 e’ decisamente il miglior posto dove siamo stati finora. Ci sono due ostelli "gemelli" in citta’, il Sun Yuan Youth Hostel – presso la Porta Sud delle Mura – e la Han Tang Inn Youth Hostel – nei pressi della Torre della Campana. Io e Blanca siamo stati in quest’ultimo ostello e devo dire che non potrei essere stato piu’ soddisfatto: la sistemazione e’ economica, 160 yuan la doppia e 50 yuan il posto in dormitorio, bagni decenti, personale simpatico e parlante inglese, tour economici e una lounge all’ultimo piano con cibo occidentale e chinao, caffe’, tv, dvd, biliardo, e internet gratis. Decisamente consigliato: potete prenotare sia via hostelbookers.com che hostelworld.com, che via email all’indirizzo hostelxian@yahoo.com.cn, che per telefono (cercate su http://www.hostelxian.net). Quasi tutti quelli che stanno alla reception parlano inglese e hanno voglia di darvi una mano a prenotare treni (40 yuan di commissione), prenotare ostelli, organizzare i tour turistici tipici intorno a 西安, e addirittura darvi i ganci giusti per organizzare la crociera sullo yangzi e la partenza da chongqing. Dieci e lode.

Per il cibo nessuno problema: l’ostello e’ appena dietro il quartiere islamico dove potete trovare qualsiasi cosa che il vostro palato appetisca. Tra le tante cose io mi sento di consigliare: le frittelline all’aglio della mia amica interista che erano veramente ottime (韭饼) e l’hotpot del posto di fronte al quale opera; delle focaccine al sesamo (versione dolce la mattina, versione salata la sera) che potete trovare proprio alla fine della via appena dietro parksons e i negozi di fianco all’ostello. Altra tappa interessante sempre in quelle viuzze sono due ragazzi e un bambino che vendono degli spiedini infilati in un panino insipido buonissimo: cercate lo striscione 里木烤羊 con davanti una griglia! Se poi volete stare tranquilli il cibo dell’ostello, anceh quello occidentale e’ molto buono e non costa molto (20 yuan un piatto di pasta), ma se siete fortunati potreste arrivare durante una serata del raviolo dove nella lounge cucinerete e mangerete i ravioli insieme ad altri ospiti dell’ostello. Sperate che non siano americani boriosi e rompicoglioni come potrebbe succedere. In ogni caso mangiare in Cina non e’ un problema, ma 西安 inizia a essere parecchio piccante a meno che non lo specifichiate.

Ora i consigli turistici: come avrete intuito il quartiere islamico e’ imperdibile, e la Grande Moschea (qing zhen da si, 清真大寺) e’ molto bella e quieta, nascosta in una delle vie del quartiere assiepate di bancarelle. Abbiate cura di sapere che 西安 e’ una citta’ molto turistica e cercheranno di incularvi soldi in ogni modo, quindi mediamente il costo di qualsiasi cosa e’ almeno la meta’ di quello che vi propongono, salvo casi eccezionali (il tipo delle focaccine ci aveva preso in simpatia e ci ha fatto subito il prezzo chinao di 1 yuan a focaccina buonissima). In ogni caso e’ veramente un suk incredibile, con tutti questi chinao vestiti da arabi che si muovono ovunque e vi offrono qualsiasi cosa.
La Cinta Muraria e’ molto bella sia di notte che di giorno e causa pioggia non abbiamo potuto farci un giro a piedi, cosa che tutti dicono essere molto rilassante. Ricordatevi che sono mura ricostruite durante le dinastie Ming (1370 ca) e non quelle originale della 西安 capitale degli Han Occidentali, che chiudevano un’area grande 83 km!

Tra le pagode e i templi in citta’ la Pagoda della Piccola Oca (xiao yan ta, 小雁塔) e’ circondata da un bel parco e include nel prezzo di ingresso un museo molto ben fatto e moderno sulla storia di Xi’an e altre esposizioni temporanee. Ci potete arrivare dalla stazione con il bus nr 610, che passa anche vicino all’ostello menzionato, oppure con il 218 che passa proprio di fronte all’ostello. Viceversa la Pagoda della Grande Oca (da yan ta, 大雁塔) e’ inristrutturazione e potreste finire in mezzo al delirio di cinesi che visitano il parco a tema Tang per cui vanno fuori di testa e che sta intorno alla Pagoda. Fossi in voi la eviterei. Inoltre arrivarci in bus e’ facile, ma ritornare in citta’ per nulla, perche’ la fermata dell’andata e’ su una via a senso unico enorme da cui non sapete desumere dove e’ la fermata per il ritorno. Ci potete arrivare comunque con il bus 610 dalla stazione, oppure con il 23 dall’ostello. Ultimo tempio da segnalare e’ sicuramente il Tempio degli Otto Immortali (ba xian an, 八仙庵) che si trova appena a est fuori dalle mura, e non e’ semplicissimo da scorgere. Prendete il 43 e indicate all’autista o altri viaggiatori su una mappa con caratteri cinesi (come quella che avete all’ostello) il vostro punto di arrivo. IL tempio e’ molto piacevole e tranquillo, ma se ci capitate di domenica o di mercoledi’ mattina potete girarvela per un mercatino di cianfrusaglie presunte antiquarie molto vivace. Anche qui cercheranno di fregarvi in ogni modo dicendovi che le robe che vi vendono sono in ottone, osso, bronzo, rame e qualsiasi altro materiale che non sia fuffa, ma e’ tutta bazza, quindi tirate sul prezzo e non accettate di pagare piu’ della meta’ del prezzo iniziale che vi hanno proposto, che gia’ cosi’ vi stanno fottendo 🙂
La Torre della Campana (al momento in ristrutturazione) e la Torre del Tamburo sono fiche dall’esterno, ma non valgono il prezzo del biglietto.

Volevamo visitare anche il Museo di Storia dello Shaanxi (shanxi lishi bowuguan, 陕西历史博物馆), ma quando ci siamo andati abbiamo scoperto che il lunedi’ era chiuso. Tutti dicono che sia fichissimo anche per chi non parla cinese. Tocca fidarsi. Lo raggiungete sempre con il solito 610 e con un elenco infinito di altri bus.

Veniamo alle grandi attrazioni nei dintorni di 西安. Primo: diffidate dei tour organizzati. Quelli della Han Tang Inn sono ben fatti ed economici, ma alla fine se avete voglia di arrangiarvi muovervi per i fatti vostri e’ facile in quasi tutti i casi e molto piu’ economico.
Prima tappa, ovviamente fondamentale per tutti e’ l’Esercito di Terracotta (bing ma yong, 兵马俑): per arrivare sul posto dalla stazione potete prendere il bus numero 306, per soli 7 元. Questo bus passa anche per una serie di mete secondarie come le fonti termali e la tomba di Qin Shi Huangdi (o il posto dove dovrebbe essere, ma che al momento nessuno ha ancora scoperto). Le tappe in mezzo non sono interessanti, ma sono sempre incluse nelle gite organizzate con spreco di tempo e denaro. Il capolinea del bus e’ il luogo dove si trova l’esercito di terracotta, e l’accesso all’area se vi spacciate per studenti con la tessera del CTS vi costera’ solo 45 元. La guida se la volete all’interno potete contrattarla per 50 yuan, mentre all’esterno costa 100. Dentro potete andare subito a vedervi il video circolare che spiega un po’ chi era Qin Shi Huangdi e cosa ha fatto, e come sono stati fatti i soldati di terracotta che lo accompagnarono nella tomba. Poi passate dalla tomba 3, molto ben conservata ma non impressionante per numeri, la tomba 2, ancora in fase di ampio scavo e quindi non molto stimolante, ma immensa. Per concludere portatevi all’immensa tomba 1 dove potrete ammirare il colpo ad effetto di tutto il sito. Senza dubbio vale la pena di fare una visita.
Seconda tappa per noi, nello stesso giorno, il Banpo Village, un museo su un villaggio neolitico di 6000 anni fa. Il museo non e’ il massimo, ma considerato che sempre fingendovi studenti vi costera’ 17.5 yuan, vale la pena di una visita. I musei chinao non sono male, ma scontano poca attenzione alla comprensibilita’ degli stranieri. Se non siete cinesi cazzi vostri. Comunque per arrivarci potete prendere il 105 dalla stazione o il 15 fuori dalla Han Tang Inn.

In un giorno diverso da quello in cui avete visto l’Esercito di Terracotta vi consigliamo di farvi una gita al Mausoleo di Jingdi (Han Yang Ling, 汉阳陵). Il posto e’ veramente fuorimano e la gita dell’ostello Han Tang Inn va piu’ che bene come costi (150 yuan circa per una gita che vi prende tra le 10 e le 14 di un giorno). Assicuratevi pero’ di essere accompagnati da una delle persone che parlano inglese decenemente e che sanno che cos’e’ il posto che andate a visitare, altrimenti dovete ingegnarvi voi. Le didascalie in inglese sono comunque molto complete e consentono di apprezzare tutto il sito. Il sito e’ composto da una porzione delle fosse adiacenti il mausoleo dell’Imperatore Jingdi, quarto sovrano della dinastia degli Han Occidentali, molto ben conservate e mostrate dietro dei vetri su cui potete anche camminare. A seguito di questo potete visionare un breve video in 3d con traduzione in inglese delle parti salienti, e poi andare alla Porta Meridionale del Mausoleo, ritrovata solo recentemente ed esposta per quanto possibile. Spostandovi poi alla Exhibition Hall potrete vedere un bel museo che spiega ulteriori ritrovamenti nelle tombe principali e ausiliarie, nonche’ la disposizione di entrambi i siti archeologici. Ben fatto ma ancora in elaborazione. Si spera che nel futuro migliori anche la sua pubblicita’ perche’ la merita.

Per quanto riguarda 西安 per noi si e’ concluso tutto cosi’, dato che un giorno e mezzo di pioggia non ci hanno consentito di approfittare di altri siti segnalati dalle guide e nei tour organizzati. In ogni caso e’ una bella citta’ e la dimostrazione perfetta che se volete muovervi con i mezzi locali risparmiate un sacco di soldi, rimanete piu’ soddisfatti e riuscite a gestirvi meglio i vostri tempi. Buon viaggio nella capitale di moltissime dinastie cinesi.

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中国 04: the complete experience, control, paranoia, frustration

23 Luglio 2008 9 commenti

 

Oggi alla fine del viaggio di 12 ore da 西安 a 重庆 ci siamo sentiti con il mio socio. Il problema che e’ rimasto sospeso sul destino del nostro viaggio e’ il rinnovo del visto turistico. I visti turistici in Cina normalente durano 30 giorni. Nel passato rinnovarli non era un problema almeno fino ai 60 giorni totali, mentre da aprile in poi la cosa si e’ fatta piu’ complicata: in primo luogo per avere il visto non basta piu’ il biglietto dell’aereo ma e’ stato necessario preparare una lettera di invito, e allegare contratto di affitto, passaporto e permesso di residenza del socio. Per rinnovarlo la cosa si fa ancora piu’ complicata: dovremmo aprire un conto in banca, metterci almeno 100 dollari (o euro non ho capito) per giorno di permanenza, che non possiamo prelevare ma servono come sorta di cauzione; ultimamente i PSB (i Police Security Bureau) hanno ventilato la possibilita’ di chiedere anche una lettera del datore di lavoro che conferma che ti trovi in ferie per rinnovare il visto o fare il permesso temporaneo di residenza. Di fronte a questa situazione io e blanca stiamo deviando il nostro viaggio verso Pechino (北京) dopo la crociera sullo Yangzi (长江). A 北京 dovremo capire cosa fare: al momento il panorama piu’ probabile e’ che usiamo la nostra ultima settimana per visitare pechino e grande muraglia, per poi anticipare il nostro rientro. Pare che il mio rapporto con la Cina sia maledetto: ci voglio venire da 15 anni e quando tutto coincide per consentirmi di organizzare il viaggio finisco a doverlo ridurre a soli 30 giorni dai 50 previsti.

Quello che stiamo provando noi sulla pelle e’ l’aspetto piu’ terribile del sistema politico e sociale cinese, affascinante certo, ma che basa molta della sua stabilita’ o instabilita’ sull’equilibrio molto precario tra frustrazione e rassegnazione delle persone. Andare a parlare con un responsabile della sicurezza cinese e’ come andare a parlare con un muro, non ascolta e ripete a macchinetta le richieste del governo: se non siete in grado di soddisfarle, affari vostri. La stretta sui permessi che ridurra’ del 90% i turisti stranieri in Cina e’ dovuta a un solo motivo: la completa paranoia del governo di non essere in grado di controllare tutto quanto avviene in corrispondenza di un grande afflusso di gente sconosciuta e dai fini sconosciuti. Nel dubbio meglio evitare e ridurre l’afflusso e renderlo piu’ gestibile. I limiti di questo approccio sono autoevidenti, penso, ma quello che dovrebbe renderci piu’ preoccupati e’ che le scene che ho dovuto subire al Consolato cinese sono esattamente le stesse che centinaia di persone subiscono in Questura ogni giorno. Fino a queste righe vi siete forse confortati con il pensiero che la Cina sia davvero un posto repressivo come lo dipingono: la verita’ e’ che la Cina attua le medesime forme di controllo e repressione degli altri stati, illuminata Italia in testa, e che siamo noi a non accorgercene normalmente. Forse cosi’ quando dovremo interpretare le notizie circa immigrazione e controllo sociale, lo faremo con meno spocchiosita’ e meno convinti di stare in un paese sviluppato.

Non fraintendetemi: sono incazzato come un caimano, ma mi rendo conto che io non ho la possibilita’ ne’ la voglia di aprire un conto e rimpinzarlo di soldi, per poi sclerare due settimane per avere un permesso di residenza temporaneo che non mi servira’ perche’ dovro’ ripartire. Vorra’ dire che piu’ avanti, in stagioni meno paranoiche e meno dense di turisti, tornero’ a farmi un giro al nord e al sud della Cina. Per ora passo e chiudo e vado a dare un occhio a 重庆.

 

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中国 made easy 02: Luoyang (洛阳)

20 Luglio 2008 7 commenti

Luoyang 洛阳

Nella puntata di oggi di Cina Made Easy affrontiamo il nodo Luoyang (洛阳). Cerchiamo di andare con ordine: la citta’ non e’ enorme, ospita un milione e mezzo di abitanti e la sua superficie e’ abbastanza navigabile anche per un italiano. E’ certamente piu’ grande che Milano, nonostante la sua popolazione sia comparabile, o almeno cosi’ e’ sembrata a me. E’ abbastanza rappresentativa delle citta’ cinesi dove ai quartieri popolari si vanno sostituendo zone, sia il centro che altrove, molto moderne e monumentali. Le vie centrali della citta’ sono dei vialoni immensi in cui a piazze gigantesche dove la notte le persone si trovano per fare corsi di ballo e canto e ginnastica, si alternano palazzi altissimi e futuribili. Lontano da questa zona centrale trovate lo stesso mix di cuori moderni circondati da quartieri popolari e molto piu’ poveri. L’esempio perfetto sono l’area intorno alla stazione in cui posti moderni ma non troppo costosi si alternano con negozietti a gestione familiare nella vetrina davanti al posto in cui la famiglia vive. O anche la zona della citta’ vecchia dove dalle vie commerciali con le grandi firme e i grandi magazzini si piomba nel giro di 100 metri in vie larghe ma ingombre di gente, carretti e bancarelle.

Per quanto riguarda gli spostamenti, la stazione di 洛阳 e’ molto grande e prendere un biglietto non e’ assolutamente facile. Gli sportelli sono infatti divisi per orari e uno deve perdere molto tempo per capire come fare la fila e dove. Molto piu’ facile e’ chiedere al vostro albergo di farlo per voi o servirvi di una agenzia. Gli autobus arrivano dappertutto e costano 1.5 元, per cui non risparmiatevi e usateli per girare soprattutto verso le mete turistiche.

Noi abbiamo dormito all’ostello che devo ammettere non e’ tra i piu’ economici della Cina: il posto in dormitorio viene circa 50 元, ma le stanze doppie vengono 270 元!!! Le stanze sono molto confortevoli ma i bagni non sono all’altezza di quel prezzo da hotel di tre stelle. Intorno alla stazione ci sono pensioni a due stelle che vanno dai 120 ai 180 yuan per chi non puo’ permettersi certi prezzi. C’e’ da dire che l’ostello e’ molto simpatico e almeno una delle responsabili parla un ottimo inglese ed e’ piu’ che disponibile ad aiutarvi con le prenotazioni in altri ostelli o con i treni. I tour organizzati dall’ostello non sono male, anche se non e’ mai chiarissimo cosa includano e cosa no: informatevi con cura prima.

Per il cibo 洛阳 e’ stato una pacchia: intorno alla stazione tutte le bettole offrono ottimo cibo per una spesa che si aggira di solito a una trentina di yuan in due per tre/quattro piatti (le porzioni sono cinesi, non italiane, quindi sono abbastanza per saziare anche ppn). Se non vi vanno le bettole i ristoranti indicati nella Lonely Planet sono abbastanza accessibili. Io e blanca abbiamo provato anche il mercato notturno che non e’ all’altezza del suo omonimo a Kai Feng (开封): lo potete trovare sulla Nan Da Jie (南大街), e se ci andate a piedi non e’ immediato da trovare dietro le vie commerciali scintillanti. Quando ci arrivate ha poche bancarelle: noi vi consigliamo di andare a una a circa meta’ dell’assembramento di bancarelle, sulla destra, fa degli spiedini di agnello fantastici a uno yuan l’uno, e di fronte il posto lurido che trovate fa del cibo ottimo a prezzi strabilianti (io e blanca ci siamo scofanati un piattazzo di verdure e una zuppa di tagliatelle larghe per ben 10 yuan, meno di un euro!).

Arriviamo ai consigli turistici: di 洛阳 e’ vietato perdere le Grotte di Longmen (Longmen Shiku, 龙门石窟) e il Tempio di Guanlin (Guanlin Si, 关林寺), che potete fare con una gita di un giorno completamente auto-organizzata. Partite la mattina presto, ben presto, tipo alle 8.00 e assicuratevi se non volete mangiare fuori di farvi una scorta di cibo in un qualsiasi posto intorno alla stazione la sera precedente. Sul lato destro della stazione trovate l’autobus 81 che ha tre capolinea: uno e’ li’ dove vi trovate, uno e’ alle Grotte, l’altro e’ al tempio. Prezzo di ogni corsa: 1.5 元.
Per arrivare alle Grotte ci vogliono circa 40/45 minuti: una volta scesi dall’autobus dovete fare 10 minuti a piedi in mezzo a un bel parco lungo il fiume per arrivare all’entrata delle Grotte. Il prezzo del biglietto e’ 80 元 e non ci sono sconti che tengano. Cercheranno di rifilarvi una guida per 100 yuan, ma noi non l’abbiamo voluta. Il percorso e’ lungo, e per visitare tutti i luoghi vi occorreranno almeno 3 ore (se non di piu’): questo implica che se fa molto caldo dovrete spendere un discreto quantitativo di yuan in bottigliette d’acqua. Ne vale pero’ la pena: le statue scolpite nel versante della montagna che si affaccia sul fiume sono veramente incredibili, e hanno anche una minima spiegaizone in inglese e francese. Purtroppo il sito e’ affollatissimo di turisti e spesso vi tocchera’ litigarvi con loro la zona. Ci e’ rimasto il dubbio di come sia il tutto di sera illuminato, dato che e’ tutto predisposto. Il percorso comprende una prima serie di grotte, una seconda serie di grotte, un tempio abbarbicato sulla montagna e molto ben restaurato e un giardino. 
Il nostro consiglio e’ di riposarvi un’oretta nel parco che avete attraversato all’andata dopo essere scesi dall’autobus prima di rientrare verso il 关林寺. In ogni caso con un’altra corsa di autobus dalle Grotte di Longmen potete arrivare al Tempio dove si dice sia sepolto il famoso generale dei Tre Regni Guan Yu, poi venerato come Dio della Guerra. Con venticinque minuti di autobus 81 ci arrivate e potete entrarci per una trentina di yuan (anche qui niente sconti). Il tempio e’ bello e le figure di Guan Yu e dei suoi compagni sono molto belle, soprattutto se come me e i miei soci siete appassionate di epiche e di fantasy. Vivamente consigliato.

洛阳 in se’ e’ priva di particolari attrazioni e in un paio di serate potete girarvela per "sentire" com’e’. Di solito da 洛阳 ci si reca al Tempio di Shaolin (Shaolin Si, 少林寺) a un paio d’ore di viaggio. Noi lo abbiamo fatto come quasi tutti con un tour organizzato che ha aggiunto al giro anche un paio di templi, tra cui quello dove si dice sia tornato Xuang Zhang dal suo Viaggio in Occidente, e l’Accademia SongShan, un posto molto piu’ pacifico e apprezzabile del mitico tempio. Sappiatelo: il tempio shaolin e’ un pacco commerciale e pensato per i turisti, per cui scordatevi di apprezzarlo. La cosa bella di tutto il tempio e’ la Foresta delle Pagode, ma decisamente non vale il sacrificio di un tour organizzato e dei 100 yuan del biglietto di ingresso. Se potete, organizzatevi per andare a Dencheng in treno e andate a vedere una vera scuola di wu shu con migliaia di allievi: ne vale la pena, o almeno cosi’ ci hanno detto dei francesi che abbiamo beccato.

Direi che per 洛阳 e’ tutto quanto abbiamo da condividere come esperienza di viaggio che possa essere utile ad altri, combinata con le guide e i consigli altrui. Ovviamente come sono tutte queste cose lo potete scoprire solo andando a vederle almeno una volta nella vita. Buon viaggio.

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中国 03: tenore di vita e spazio pubblico

20 Luglio 2008 Commenti chiusi

Oggi abbiamo deciso di restare a 西安 fino alla partenza per Chongqing (重庆) di martedi’ 22, in modo da girare meglio questa citta’ che ci sta decisamente conquistando. Oggi e’ tra le altre cose successa quella piu’ importante da quando sono in Cina. Una cinese musulmana del quartiere islamico della citta’ che vendeva delle frittelle alle verdure buonissime, mentre discuteva del solito piu’ e meno, alla notizia che venivamo da Milano mi ha detto: guoji milan, 国际米兰, fc internazionale. Finalmente ho trovato lo spirito originale cinese verso il calcio che avversa i fottuti milanisti e premia i primigeni (la Beneamata e’ stata la prima squadra occidentale a solcare i campi cinesi nel lontano 1971) interisti. Grazie Xi’an.

Ma non era di questo che volevo parlarvi, ma un episodio vale l’altro per partire. Infatti una delle cose incredibilmente interessanti dei cinesi e’ come non abbiamo perso il loro senso dello spazio pubblico. Sara’ il socialismo, sara’ che le case sono anguste e misere, ma i cinesi stanno tantissimo per strada. Non solo. E’ difficile vederli da soli a fare una cosa. Si muovono sempre in gruppo, ma non si toccano mai. Sembrano avere trovato una sintesi molto curiosa tra senso del pudore e dell’intimita’ come qualcosa di prezioso e fragile, e momento pubblico e sociale, che invece e’ onnipresente e impossibile da evitare. In questo assomigliano a quello che e’ rimasto dell’Italia che fu nel meridione, dove la strada e’ ancora un luogo della comunita’, uno spazio dove le persone si incontrano, si confrontano e si comprendono (o anche no, ma poi finisce male 🙂

Questo aspetto che mi affascina proprio perche’ forse e’ quello che era l’aspetto piu’ importante che faceva la differenza tra i progetti come quelli che abbiamo animato noi a milano e quelli arroccati sulla loro storia e nei loro piccoli ghetti a Milano. Devo dire che sono orgoglioso quando sento gli abitanti dell’Isola specificare "da due anni quel posto e’ sempre chiuso e non sappiamo neanceh quello che ci accade": mi sento orgoglioso perche’ notano la differenza con il periodo in cui lo gestivamo noi o anche periodi precedenti in cui lo gestivano persone che volevano o che di fatto erano inserite nel territorio. In cina questo e’ del tutto naturale. E’ impensabile che cio’ che avviene non abbia una interazione con la strada, con la dimensione pubblica.

Devo dire che mi sono chiesto se questo abbia la sua origine non solo nel numero di persone. Il punto e’ che il tenore di vita dei cinesi sta cambiando. Lo si vede anche senza aver avuto esperienze precedenti in Cina, perche’ le tracce di come era e di come tuttora e’ il livello di agio o di poverta’ dei cinesi e’ ampiamente visibile appena usciti dalla cerchia delle grandi citta’. Nonostante tutto anche nelle campagne qualcosa si muove, ma il processo e’ sufficientemente lento da essere constatabile da un osservatore non prevenuto. E’ altrettanto evidente che la scommessa per il Governo e’ quella di consentire ai suoi cittadini di iniziare ad ottenere parte di quei privilegi e di quel superfluo che e’ tipico di una consumer society. Il passaggio alla via cinese al capitalismo di stato e’ una necessita’ storica, che il Governo deve affrontare per non finire come Cuba (stretta in una morsa che la portera’ pericolosamente vicina agli Stati Uniti per il fascino che questi esercitano sui seclusi giovani cubani, che si accorgeranno tardi dell’inculata verso la quale si inoltrano) o come la Russia in cui la forbice tra ricchi e poveri e’ ogni giorno piu’ ampia.
Il Governo cinese pero’ e’ evidente che voglia dirigere dove questo mercato immenso di consumatori si puo’ esprimere e dove invece deve rimanere vincolato alle sue logiche egualitarie (non per mecenatismo, ma per necessita’ di mantenimento del controllo delle risorse e della societa’): la mia impressione e’ che tutti i servizi, la casa, i beni primari rimangano a un livello basso (si’ anhe in termini di qualita’, ma soprattutto in termini di costi), mentre il resto offra un range piu’ ampio di possibilita’ di consumo.
In pratica: uno puo’ prendersi una casa da riccone, ma il mercato immobiliare offre soluzioni estremamente economiche, per quanto misere; le utenze costano nulla, calmierate dallo stato; il cibo non puo’ mancare a nessuno in Cina. Viceversa tutto il mercato "leisure" diciamo e’ selvaggio, e questo sta facendo affluire soldi in quantita’ immani in Cina. Soldi che per legge non possono che essere Yuan, cambiati in dollari al tasso fissato dalla banca centrale del governo. In questo modo e’ il Governo centrale che tiene per le palle sia i produttori che i consumatori. Geniale.

Tornando al discorso iniziale (non quello della Beneamata, l’altro), cosa c’entra questo con lo spazio pubblico. C’entra. Perche’ per quanto stiano comparendo i grandi magazzini e i cinesi si invasino come ogni altro popolo per questi mostri totalizzanti, la strada rimane il luogo principale dove approfittare di questo enorme mercato che e’ il territorio cinese, dove ricavarsi la propria nicchia, tanto che anche i grandi magazzini sono solo una versione piu’ scintillante e ripulita dei mercatini di strada che imperversano ovunque e del loro proliferare di bancarelle. E poi il fatto che le case siano quello che sono obbliga i cinesi a vivere molto di piu’ la strada di quanto forse farebbero.

Quanto durera’ questo equilibrio? E’ difficile prevederlo, ma e’ facile prevedere che il governo spera che quando si rompera’ l’equilibrio il boccino lo abbia in mano lui, cosi’ da girare verso l’esterno le necessita’ di espansione per soddisfare le esigenze cinesi. La sopravvivenza del Governo e della Cina stessa sono legate alla sua capacita’ di soddisfare molto pragmaticamente i propri cittadini. La sopravvivenza dei cittadini e’ legata al fatto di essere una potenza in espansione. Il tutto e’ un giochino molto delicato, che o si rompera’ in maniera esplosiva, o garantira’ alla Cina la forza di farci un culo a capanna, per dirla con un francesismo.

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中国 02: autenticita e identita

19 Luglio 2008 1 commento

 

Riprendo parola mentre siamo arrivati a Xi’an (西安), una metropoli di cinque milioni di abitanti che per ora e’ la migliore sintesi di tradizione popolare e modernita’ che abbia visto in Cina: e’ una citta’ molto piacevole e con tutto cio’ che si puo’ desiderare. Zone popolari accanto a zone lussuose si contendono i visitatori, mentre tutta la citta’ e’ molto ben servita dai mezzi almeno fino alle otto di sera, e non c’e’ che l’imbarazzo della scelta per scoprire pezzi interi di Cina in piccoli angoli del territorio urbano. Ma di 西安 e delle sue meraviglie parlero’ in uno dei prossimi post sulla Cina Made Easy (sicuramente il prossimo include Luoyang, 洛阳). Oggi volevo raccontarvi un episodio che e’ significativo di quanto non riusciamo a capire i cinesi, e di come quando pensiamo di aver capito tutto ci ritroviamo piu’ confusi di prima.

Oggi io e blanca siamo andati a vedere l’Esercito di Terracotta (bing ma yong, 兵马俑), uno spettacolo veramente impressionante. Ma non e’ questo di cui voglio parlarvi anche se ci sarebbe molto di cui scrivere. Il punto e’ che due delle tre fosse contenevano moltissimi guerrieri ancora in pezzi, e addirittura una era una specie di scavo ancora in corso, con tanto di ventilatori a seccare le parti appena tirate fuori dalla terra dopo millenni. Un plastico all’ingresso della fossa uno dipingeva la zona, includendo il cosiddetto Mausoleo di Qin Huang Di, ovvero il luogo dove sorgerebbe la tomba del primo e piu’ grande imperatore della Dinastia Qin, quello che ha avviato la costruzione della Grande Muraglia, unificato la cina, la sua burocrazia e il suo sistema di scrittura in meno di 25 anni. Il plastico sembrava localizzare le fosse molto piu’ vicine alla tomba di quanto non fossero quelle che stavamo visitando. Per un attimo abbiamo avuto il dubbio che le fosse che visitavamo fossero delle ricostruzioni integrali e che gli originali fossero da qualche altra parte. E il punto e’ che non ci sembrava inverosimile che i chinao avessero fatto una cosa del genere. D’altronde il restauro conservativo non e’ il loro forte: le pagode ad esempio sono tutti restaurate rifacendo il colore e le texture, non recuperando il colore originale, e spesso ti puoi trovare di fronte a ricostruzioni integrali di venti anni fa senza che nessuno si curi di dirtelo. Per loro il punto e’ che c’e’ stato ed e’ stato in parte trovato un esercito di guerrieri di terracotta immenso, o che ci siano state e ci siano ancora le pagode o la grande muraglia. Non interessa per nulla ai chinao che siano quelle originali o ricostruzioni postume: la loro esistenza e’ importante in se’. Questo apre degli scenari interessanti sulla distanza tra noi e loro, nel bene e nel male. E’ un po’ la stessa cosa che riportavo quando dicevo che la forza dell’identita’ del popolo cinese e’ resa piu’ evidente dal disprezzo per i simboli della propria storia e il contemporaneo amor patrio decisamente smisurato. Evidentemente i chinao non hanno avuto millenni durante i quali bullarsi della propria antichita’, ma pensano al presente facendolo coincidere con la grandezza passata e quella presente, in una sorta di unica espressione di volonta’. Per questo per me piu’ li guardo e piu’ sono nietzschiani, anche se il mio socio dissente. E’ pur vero che manca loro il senso della tragedia e hanno forte il senso del sotterfugio e del compromesso, ma allo stesso tempo sono una espressione di volonta’ popolare incredibilmente forte e determinata, senza tentennamenti e senza menate moralistiche.

Il punto originale pero’ era un altro. Noi eravamo convinti di averli capiti, di aver colto il loro disinteresse per i loro originali storici archeologici, eppure non riuscivamo a crederci. E alla fine in questo caso in effetti hanno in parte preservato gli originali, in parte ricostruito il tutto per mostrarlo decentemente. E questo ha fatto cortocircuitare la nostra ricostruzione della psicologia popolare cinese. Come dicevo all’inizio, uno pensa di conoscerli e invece non sa un cazzo. E’ una sensazione molto densa, questa di spaesamento e di mistero, di distanza e di incomprensione. Pero’ forse e’ anche il motivo principale perche’ la Cina ci affascina cosi’ tanto.

Altre cose dell’identita’ cinese sono piu’ facili da cogliere. Ad esempio oggi sull’autobus mi sono ritrovato a guardare l’immancabile schermo televisivo. A un certo punto e’ passato questo cartone animato di propaganda sulle Olimpiadi. I protagonisti di tutti questi cartoni animati sono cinque esserini cinesoidi che rappresentano gli anelli delle Olimpiadi e in Cina sono praticamente onnipresenti. In questo cartone la mascotte femmina del gruppo vinceva i 100m piani, ma veniva squalificata da una giuria tutta di occidentali per un presunto doping; a quel punto sfidava la giuria a farle rifare il tempo record e lo rifaceva al centesimo, obbligandoli a incoronarla vincitrice. Il pezzo successivo del cartone animato era una riproposizione delle gare delle Olimpiadi di Monaco con i gerarchi che sbiancano davanti alle vittorie di Owens e soci. Nelle scene finali le mascotte esultano con Owens come hanno esultato nel pezzo precedente per la vittoria cinese. Il messaggio non e’ neanche tanto subliminale, mi pare, no? Per cui come vi dicevo, nonostante se ne freghino dei simboli della loro tradizione, amano quest’ultima e la Cina a livelli parossistici. Sono fieri di essere cinesi e sanno che vuol dire qualcosa di diverso. Come questa cosa si tradurra’ quando verranno a farci il culo dipendera’ molto di piu’ da loro che da noi, temo, ma alla fine non riuscirei a non ghignare di un Ignazio La Russa sfottuto dalla sua controparte cinese.

Ora vi lascio, che devo pianificare la maratona di 西安 per domani. Se siete fortunati potrete leggermi anche domani notte, dopo il consueto spuntino nel quartiere islamico della citta’.

 

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中国 made easy: info di base, Shang Hai 上海, Suzhou 苏州, Kaifeng 开封

18 Luglio 2008 2 commenti

 

Con questo post voglio cominciare una serie per permettere ad altri che intendono farlo di avere qualche dritta se mai si ritroveranno in cina. Alcune informazioni, soprattutto quelle di base, sono in gran parte frutto della precedente esperienza di otted e gi0 che hanno provveduto a rifornirci di consigli prima di partire, nonche’ di quanto trovate scritto in qualsiasi guida. Alla fine pero’ ho pensato che fosse una buona idea riproporre una sintesi di molte cose anche qui. Partiamo!

Info di base

Viaggio: se non avete ancora comprato il biglietto di andata e ritorno vi consigliamo di andare a farlo al CTS: il servizio e’ buono, vi costa solo la tessera (30 euro) anziche’ le solite commissioni e per poche decine di euro vi include l’assicurazione sanitaria nel prezzo del viaggio (vedi sotto la sezione su sanita’). Inoltre la tessera CTS va benissimo se non siete canuti e vecchietti per far credere ai chinao di essere uno studente universitario, cosa che in alcuni musei vi puo’ far pagare meta’ del costo di ingresso: attenzione spesso gli sconti studente non sono segnalati o sono segnalati solo in cinese (studente si dice xue sheng, 学生), e dovete chiederli allo sportello mostrando la tessera.

Visto e permessi: fino a prima delle Olimpiadi l’unica cosa che avevate bisogno per fare il visto era un documento di identita’ valido, il passaporto, il biglietto aereo di andata e ritorno. Andavate al consolato in via Benaco a Milano (M3 Lodi TIBB), prendavate il vostro simpatico modulo (che cambia ogni volta) e allegavate tutto. Quest’estate per noi e’ stato necessario anche portare la prenotazione dell’albergo per tutto il periodo, e nel nostro caso il contratto d’affitto, il permesso di residenza e il passaporto del socio, nonche’ una lettera di ospitalita’ di chi vi ospita o di chi vi invita nel caso di visti non turistici. Forse dopo le Olimpiadi tornera’ tutto normale, ma per ora e’ ancora cosi’. Il visto costa 30 euro e ha una validita’ di 30 giorni da quando entrate in Cina, cosa che deve avvenire entro 3 mesi dall’emissione del visto stesso (eg: fate il visto il 10 giugno, potete usarlo fino al 10 settembre, e se entrate in cina il 9 luglio varra’ fino all’8 agosto). Prima delle Olimpiadi per rinnovarlo bastava andare al PSB in Cina o all’ufficio passaporti e di solito per i primi tre mesi non c’erano problemi. Adesso (almeno fino ad agosto 2008, ma si ritiene che da settembre/ottobre tutto torni come prima) per rinnovare il visto un italiano deve farsi un conto presso una banca cinese e depositare almeno 100 euro al giorno di permanenza come "fido", oltre che presentare una lettera che testimonia il suo essere in ferie dal lavoro. Alla fine ci va meglio dei francesi che devono tornare in francia forzatamente. Per ovviare a questo problema, se qualcuno e’ ancora in ballo, il consiglio e’ quello di fare un multi-entry visa, cioe’ un visto a piu’ entrate che dura di default 90 giorni e vi fa saltare il rinnovo (ovviamente questo lo abbiamo scoperto da altri viaggiatori e non al consolato, cazzo di buddha!)

Vaccini e medicine: per quanto riguarda i vaccini nessuno e’ obbligatorio; in ogni caso a me e blanca e’ parsa una buona idea farsi il richiamo dell’antitetanica, la vaccinazione contro il tifo (la potete comprare per una ventina di euro anche in farmacia, sono tre pillole da scofanarsi in sei giorni), e quella contro le epatiti – che blanca aveva gia’ fatto – per la quale avete bisogno di un mese di tempo per fare almeno i primi due richiami (una ventina di euro ciascuno). Per i vaccini basta andare a Milano in via Statuto all’ASL dove potete prendere appuntamento e fare tutto il necessario (se non siete di Milano sono ben cazzi vostri informarvi). Per quanto riguarda i medicinali il consiglio e’ quello di portarvi quello che usate di solito e di aggiungerci un po’ le cose che indicano in tutte le versioni della Lonely Planet per la Cina (io ho speso circa 80 euro di medicinali, ma blanca e’ abbastanza sensibile a varie cose per cui abbiamo preferito prendere una cosa in piu’ che una in meno). In ogni caso ogni citta’ cinese e’ fornita di farmacie e con l’ausilio di un frasario potete avere tutto quello che vi serve con un po’ di intraprendenza linguistica.
Ultimo argomento e’ quello dell’assicurazione sanitaria: il consiglio e’ quello di farla, a scanso di equivoci. Noi abbiamo scelto la Europe Assistance, che se fate il biglietto tramite i CTS (tessera di iscrizione 30 euro) costa molto meno che non farla a se’ (nel qual caso sono 150 euro circa, inclusa la tessera CTS).

Soldi: in Cina si preleva senza problemi dappertutto (nelle citta’) con qualsiasi circuito internazionale, ma accertatevi delle commissioni che vi rifila la vostra banca e di eventuali massimali. Se volete andare sul sicuro portatevi un po’ di contanti (euro vanno benissimo) e dei travel cheque, che vi cambiano in qualsiasi banca anche senza bancomat. Se non lo sapeste un euro sono circa 11-12 yuan (al momento, chi lo sa quando leggerete queste righe nella cache di google).

Contrattazione: i prezzi in Cina non sempre sono quello che sembrano. Spesso il primo prezzo che vi viene fatto e’ un tentativo a cui normalmente segue una contrattazione degna degli ottomani dei tempi andati. Il mio consiglio e’ di partire da una cifra tra il 10 e il 30 per cento di quanto proposto e in assoluto non andare mai oltre il 50/60 per cento della prima richiesta. Attenzione pero’ perche’ non in tutti i luoghi si puo’ contrattare: le bancarelle sono zona franca e si contratta sempre, mentre nei negozi un po’ di sconto potete portarlo a casa sempre, ma non e’ detto. In generale non temete di essere pretenziosi perche’ i cinesi sono abituati a fare questa cosa, specialmente con gli occidentali e se non sono stronzi si divertono anche. Certo se fate una contrattazione di mezz’ora e poi non prendete un cazzo ci restano male. E’ bene sappiate che la Cina e’ un immenso bazaar.

Pernottamenti: il range di costi per dormire in Cina e’ molto ampio e dipende da una serie di fattori abbastanza ampia. Dormire in casa di qualcuno vi costa dai 10 ai 20 yuan (1-2 euro) ma di fatto vi capitera’ solo in cittadine molto piccole dove questo e’ la norma e la gente vi viene a pescare direttamente alla stazione come pesci in un barile. Nella maggior parte delle citta’ il costo di un posto in camerata in un ostello e’ compreso tra i 30 e gli 80 yuan (di solito 50 yuan, ovvero circa 5 euro). Le camere doppie sono circa 160-200 yuan (15-20 euro), ma possono essere molto piu’ alte e in rari casi in bettole di quart’ordine poco piu’ bassi. Il vero vantaggio delle camere doppie e’ il bagno in camera che soprattutto d’estate con il caldo infernale che fa, vi salva la vita.
Importante e’ prenotare. Di solito il modo migliore e’ arrivare all’ostello nella prima citta’ dove vi fermate e poi chiedere alla reception di prenotare per voi nella prossima localita’ in cui vi recate. Se siete soli e avventurosi potete anche provare ad arrivare e vedere cosa succede, perdendo svariate decine di minuti ogni volta. Molti ostelli hanno anche il servizio di raccolta alle stazioni e se gia’ sapete con che treno arrivate, vi conviene dire di si’ ed evitare spiacevoli qui pro quo (tipo di essere adescati da qualcuno che si spaccia per il vostro hotel e che non lo e’, portandovi in un altro albergo e innescando tutta una serie di problemi di complicata soluzione soprattutto per le difficolta’ linguistiche).
Non portatevi sacchi a pelo e lenzuola. Ce le hanno tutti e non servono a un cazzo. Fanno solo peso nello zaino.

Treni: il modo piu’ semplice per viaggiare in Cina e’ il treno. Ha una serie di complicazioni non banali, ma e’ comodo, pulito tutto sommato, e puntuale. Ci sono svariati tipi di biglietti per il treno in Cina: in piedi, sedili duri, sedili morbidi, cuccette dure, cuccette morbide. Di fatto quelli che vi capitera’ di acquistare sono i posti a sedere normali che si chiamano ying zuo piao (硬座票) o anche solo zuo piao: li riconoscete perche’ quando ve li danno sotto la stazione di partenza e di arrivo, a destra, trovate il simbolino di cui sopra e l’indicazione della carrozza (che 车) e del posto a sedere (indicato con il simbolo hao, numero, 号). Se non trovate posto a sedere, non vi perdete d’animo, e acquistate un posto in piedi (wu zuo, 无座, o zhan piao, 站票): sul treno potrete facilmente poi trovare posto. In ogni caso un viaggio fino alle tre ore e’ sopportabile anche in piedi, tanto di cose da vedere ce n’e’ finche’ si vuole. In alcuni casi vi potra’ capitare di viaggiare di notte e quindi di dover usare le cuccette dure (ying wo, 硬卧), che non sono dure per niente e anzi conciliano il sonno. Le cuccette sono sei per scomparto: quelle in alto (shang, 上) sono molto vicino all’aria condizionata e possono essere scomode da accedere; quelle in mezzo (zhong, 中) sono il miglior compromesso, mentre quelle in basso (xia, 下) sono molto comode e spaziose, ma sono usate fino alle 22.00 anche dagli altri viaggiatori (non sempre ma e’ nel loro diritto). Alle 22.00 si spengono le luci e tutti a nanna.
I biglietti possono essere acquistati nella stazione da cui si parte o in particolari agenzie anche altrove, ma non ci ho mai provato e non sono molto sicuro di come funzioni. Anche qui la reception di tutti gli ostelli vi aiutera’ volentieri, talvolta chiedendo un sovrapprezzo (30-40 yuan). Io consiglio vivamente almeno una volta in una stazione piccola e tutto sommato poco affollata, come quella di Kaifeng (开封), di provare a fare il biglietto da voi. Non e’ impossibile dove non dovete scegliere la fila in base all’orario di partenza del treno 🙂 In ogni caso il consiglio e’ di copiarvi su un foglietto: partenza, arrivo, giorno e mese di viaggio (ricordate che i giorni si indicano con il numero seguito dal carattere ri 日, e i mesi dal numero seguito dal carattere yue 月), numero di biglietti (numero seguito dal carattere piao 票 ovvero biglietto) e se sapete a che ora e’ il treno pure quella. Poi dovete armarvi di intraprendenza linguistica e capire che cazzo vi risponde l’addetto. Evitate domande aperte e attenetevi a comunicazioni base tipo: domani, dopo, prima, sopra, sotto, seduto, in piedi, va bene.
Ricordatevi nel caso di viaggi lunghi di portarvi qualcosa da mangiare, che come ovunque ci sono baracchini in tutti i treni ma sono molto meno economici. Il top sono gli spaghetti gonfiabili: scatoline con spaghetti disidratati a cui aggiungere acqua calda per un pasto decente. I cinesi ne vanno pazzi e dopo il primo viaggio scoprirete anche voi che sono molto comodi, dato che l’acqua calda e’ gratis per tutti sul treno (invasamento cinese con il the!)

Taxi: i taxi sono molto economici a patto che seguiate alcune regole. In primo luogo chiedete sempre, se non lo fanno da soli, di attivare il tassametro (fao piao, la cui prima sillaba non ho idea di come si scriva, ma la cui seconda sillaba significa biglietto, ricevuta, 票). Occhio che fuori dalle stazioni delle grandi citta’ sono appostati in molti che cercano di proporvi il viaggio in taxi a un prezzo forfait, ma e’ un’inculata e infatti appena gli dite fao piao si prendono male.
In secondo luogo considerate che c’e’ sempre un valore di corsa minima che e’ scritto anche fuori dai taxi: a shang hai e’ 11 yuan, mentre nelle citta’ piu’ piccole e’ 5-6 yuan. Considerate la cosa quando decidete di prendere un taxi.

Bus: i bus sono molto comodi, ma se non avete idea di dove state andando possono essere complicati. Quando arrivate in una citta’ cercate dal vostro ostello o albergo una mappa dotata di scritte sia in chinao che in inglese e gli autobus. O quello che ci si avvicina di piu’. In molte citta’ ve le vendono pure fuori dalle stazioni: non pagatele mai piu’ di 5 yuan, perche’ vi stanno fottendo. I bus sono comodissimi, poco affollati a parte nelle metropoli dove sono l’inferno. Il viaggio in bus costa 1-1.5 yuan che dovete avere cash senno’ non salite, quindi regolatevi con monete e banconote di piccolo taglio.

Aerei: in cina si prendono anche molti voli interni ma nei periodi non assurdi come quello delle olimpiadi costano comunque 4 volte il treno. Magari sono economici lo stesso (tipo 80 euro per andare a pechino da shanghai), ma il treno costa meno. Sappiatelo.

Lingua e relazioni: se avete voglia e’ facile comuicare con i chinao. Tanto non si capiscono neanche tra di loro. Di fatto al telefono spesso non sanno di che cazzo parlano 🙂 Alla fine e’ tutta una questione di suoni gutturali per esprimere assenso o dissenso e di quattro parole di sopravvivenza. Se siete intraprendenti anche senza manco mezza parola di cinese ve la cavate con un sorriso e una ghignata generale, ma qualche parola vi aiuta. Soprattutto: numerazione, direzioni, frasi di base per ringraziare e chiedere costi. Prendete un frasario qualsiasi per aiutarvi: io e il socio consigliamo quello della Vailardi (Io Parlo Cinese), mentre ottidia e gizauro sono invasati con quello della Lonely Planet. Portatevelo sempre appresso, sara’ molto utile. Se poi spiccicate due parole i cinesi cominciano a parlarvi come se vi conosceste da venti anni, anche se voi vi sentirete dei dementi 🙂
I cinesi si toccano poco, ma sono molto socievoli e consiglio a tutti di provare a fare quattro chiacchiere. Considerate che la prima domanda e’ sempre: "da dove vieni?" La risposta e’: "iii-daa-lii".

Cibi: se non volete mangiare cinese sono cazzi vostri. Se volete mangiare cinese vi rimando al frasario. Il consiglio in generale e’ quello di andare per bancarelle dove vedete quello che volete oppure di scegliere i posti piu’ piccoli e sfigati: saranno super economici (io mangio mediamente con 30 yuan per tre-quattro piatti, the e riso) e buoni, anche se non sempre quello che vi aspettate. Considerate che nei posti dove mangiano i chinao mediamente non hanno roba da bere, che si compra a parte (spesso la birra fa eccezione, ma l’acqua no) a meno di non bere solo the durante il pasto. Il consiglio e’ quello di imparare dal frasario i caratteri per spaghetti (mian 面), ravioli (jiao 饺), carne (rou 肉) che sottintende di maiale, pollo (ji 鸡 o jiding 鸡丁), agnello (yang 羊), manzo (niu rou 牛肉), verdura (cai 菜). Volendo anche qualche metodo di cottura tipo vapore, spiedino (il mitico chuan 串), saltato (chao 炒), ma soprattutto la frase fondamentale: bu tai la (不太辣), non troppo piccante. In ogni caso e’ tutto buonissimo e un pasto vi viene via per 10 yuan in due in una bancarella, per 30 yuan in due in un negozietto chinao, per 80 yuan in due in un ristorante vero e proprio. E i chinao mangiano ovunque, ricordatelo. Ultima cosa: se siete malati di caffe’ sappiate che e’ molto difficile trovarlo e vi conviene recuperare anche in cina in un supermercato del nescafe’ da fare con l’acqua calda gratis che vi forniscono. Inoltre se come me non sopportate la colazione cinese attrezzatevi con dei biscottini da pucciare nel the.

Con questo penso di aver affrontato tutti gli argomenti generali e posso passare ai luoghi in particolare che abbiamo gia’ visitato.

Shang Hai – 上海

Considerate questo un primo assaggio di Shang Hai. A fine luglio quando saremo di nuovo li’ presumo che dovremo darvi maggiori informazioni.
A Shanghai arriverete spesso in aereo: per arrivare in citta’ vi conviene prendere un taxi che dovrebbe spillarvi qualcosa come 150 yuan. Se vi chiede di piu’ mandatelo sonoramente affanculo. Oppure piu’ banalmente ricordatevi di chiedergli il tassametro (fao piao).
All’interno della citta’ vi tocchera’ muovervi con i taxi e questo fara’ levitare i costi (20-30 yuan a corsa, quindi regolatevi).
Per quanto riguarda l’alloggio non saprei, dato che sono stato ospite a casa del socio.
Per il cibo l’elenco sarebbe infinito, ma mi sentirei di consigliare l’angolo ravioli+spaghetti all’angolo di xinhua lu da casa del socio (attendente il prossimo post per i dettagli). A quell’incrocio, si trovano molti altri ristoranti ottimi e con prezzi per cinesi, quindi molto bassi con cibo molto buono.
Obbligatorio per tutti il Sofa Bar: Xiang Hua Qiao Lu (La via del Ponte dei Fiori Odorosi) dove abita anche il mio socio.
Per ora Shanghai la concludo cosi’, anche perche’ ho dei falchi alle spalle che aspettano il computer da due ore.

Suzhou – 苏州 

Suzhou e’ un ottima gita di un giorno da Shanghai. Prendete il treno anche in piedi dato che sono 45 minuti, ma i vagoni sono affollati. Il treno costa 17 yuan in piedi e poco di piu’ seduti. A Suzhou consigliamo la Pagoda del Tempio Settentrionale (bei si ta, 北寺塔), da raggiungere velocemente dalla stazione con un baracchino motorizzato (state sotto i 20 yuan per tutto il baracchino, ma anche 15 vanno bene). Per il resto giratevela con calma, seguendo i consigli della Lonely, ma anche semplicemente girandovi le vie piene di negozietti con cose anche di una certa qualita’. Suzhou e’ una citta’ turistica di 5 milioni di abitanti, nella quale potrete trovare di tutto, incluso il caffe’.

Kaifeng – 开封

Kaifeng e’ splendida e popolare. La citta’ e’ piena di negozietti e di cose che meritano di essere viste, percui non disdegnate di farvi una bella camminata di un paio d’ore. Se la fate tra le sei e le dieci di sera beccate il meglio sia del giorno che della notte. E’ una citta’ con un centro e delle vie molto commerciali, ma tutto sommato con moltissimi negozi tradizionali.
Noi abbiamo dormito al Dajintai Hotel (大金台宾馆) in Gulou Jie (鼓楼街), in centro, molto economico ma decente per il suo prezzo (160 yuan la doppia). Non ci sono molti servizi aggiunti e l’inglese non sanno manco cos’e’, ma non e’ un problema.
Per mangiare il vero consiglio e’ quello di andare al Mercato Notturno (yeshi, 夜市) che si trova proprio all’incrocio che trovate fuori dall’albergo dalle sette/otto di sera: un tripudio. Da provare assolutamente.
Per quanto riguarda le attrazioni turistiche le due pagode sono molto belle: la Pagoda Po (po ta, 繁塔)  abbandonata in un quartiere veramente popolare e che merita una visita in se’ vi streghera’ con la sua semplicita’ in mattoni, mentre la Pagoda di Ferro (tie ta, 铁塔) rappresenta il tentativo del Governo cinese di riprendere in mano un po’ i siti turistici, in questo caso senza fare troppi danni. A parte questo andate alla ricerca della Moschea e del quartiere Islamico (che e’ ben imboscato ma vi lasciamo il divertimento di cercare seguendo le indicazioni della Lonely Planet), nonche’ il Tempio del Primo Ministro (la principale attrazione della citta’). La verita’ e’ che il meglio di se’ Kaifeng lo da girandosela a piedi e senza particolari pretese o cose in mente. E’ un posto in cui si sente ancora la cina piu’ genuina che a un turista capitera’ di incontrare.
La stazione di Kaifeng e’ meno moderna di altre, ma anche meno affollata e potrete cimentarvi con l’acquisto di un biglietto. I taxi hanno una corsa minima di 5 yuan e con quelli arrivate dappertutto, per cui non preoccupatevi.

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中国 01 – Densita, cibo, massa e appunti di viaggio al volo

17 Luglio 2008 10 commenti

La prima cosa che si nota arrivando nel Regno di Mezzo e’ la densita’. Densita’ di cose da apprendere, di cose da capire, di persone da studiare, di situazioni da interpretare, di paesaggi nuovi da assorbire, inspirando fino in fondo tutto quello che ti sei immaginato e tutto quello che incontri. Siamo in Cina da meno di una settimana e mi sembra essere passato un mese, abbiamo visto solo quattro citta’ ma sembrano essere migliaia di mondi molto simili eppure differenti ognuno a suo modo.
Il nostro arrivo a Shang Hai e’ stato caratterizzato subito da una sorpresina che mi ha lasciato un po’ perplesso: il cielo e i modi della metropoli cinese sono simili se non identici a quelli di Milano, fatte le dovute proporzioni. Se non fosse ambientato a Milano, Monocromatica potrebbe essere trasferito armi a bagagli a Shang Hai. La grossa differenza la fanno i cinesi e tutto cio’ che comportano.
Sono un popolo assurdo, napoletani all’ennesima potenza (lo scrivo come qualita’ a tutto tondo, positiva e negativa, per capirci), capaci di un’industriosita’ incredibile e di un lassismo totale. Le strade sono sempre animate di gente, di cose che accadono, bancarelle, discussioni, partite di mahjong, partite a carte, bambini, taxi, motorette, gente che balla e canta, che fa ginnastica. E’ un frastuono di azioni. Denso, come dicevo.

La seconda cosa che ho notato e’ stato il caldo orrendo e umido che mi ha assalito. Appena me ne sono fatto una ragione si e’ trasformato in pioggia. Arrivati a Shang Hai dal finestrino del taxi che ci portava dall’aereoporto a casa del socio notavo quantita’ sconfinate di condizionatori attaccati a ogni metro quadrato libero di parete di edificio. "Assurdo", ho pensato ingenuamente. Quando sono uscito e ho percepito l’acqua depositarsi sulla pelle istantaneamente ho colto una prospettiva completamente diversa per l’abuso di condizionatori. Certo poi ti rendi conto che quando piove e tu ti rifugi in una tearoom che e’ climatizzata a 15 gradi, rischiando di morire per una congestione ti chiedi a che punto sia situata in una ipotetica scala la sanita’ mentale dei cinesi. La risposta e’ molto in basso. Sono completamente pazzi, ma lucidissimi.
Di Shang Hai diro’ poco, dato che siamo stati tre giorni in cui abbiamo piu’ che altro riallacciato i rapporti emotivi con il socio, un po’ isolato in territorio cinese, al momento anfora di rivelazioni sul lontano oriente, ma bisognoso di ragionarne insieme. Ci ha mostrato i suoi posti preferiti, una sala massaggi fichissima, un posticino dove con 7 yuan (circa 55 centesimi) si mangiano ravioli e spaghetti buonissimi e il Sofa Bar, che a tutti noi ha ricordato il Mindcafe e quello che avremmo voluto diventasse (e che e’ stato fino a che non ci siamo sciolti come neve al sole).

Con il socio siamo stati a Suzhou (苏州), la Venezia d’Oriente, che di Venezia ormai non ha piu’ nulla dato che ospita 5 milioni di abitanti pur essendo considerata una piccola citta’ vicino a Shang Hai. Se non avesse piovuto che il signore maledetto la mandava giu’ a catini, sarebbe stata una gita piacevole, mentre tutto sommato abbiamo patito un po’ l’essere fradici. Il top pero’ e’ stato l’arrivo e il trasporto alla prima tappa turistica in un carretto motorizzato guidato da una tipa stralunatissima e superchina. Anche il tentativo delle chinao di far calzare a blanca uno stivaletto 35 quando lei porta il 38 non e’ stato male, ma con le scarpe io ho fatto di meglio nelle tappe successive.

La tappa successiva e’ stata Kai Feng (开封) a circa dieci ore di treno da Shang Hai (上海) passate ovviamente sveglio nel buio a maledire sia il fuso orario che l’aria condizionata a paletta. I treni pero’ sono ordinatissimi e organizzatissimi: arrivano in orario, o addirittura in anticipo e nonostante il caos che si scatena per salirci alle stazioni (durante il quale devi mostrare il biglietto trenta volte) sono molto meglio dei vagoni merci lerci e putridi che ci rifila la privaterrima trenitalia. Il top sono i capo vettura che ogni tot ore puliscono per terra e i bagni: sara’ il socialismo ma funziona!
开封 la mattina e’ surreale, soprattutto in mezzo alla pioggerellina che ci perseguita appena usciti dal treno. E’ una specie di bazaar continuo, come e piu’ delle altre citta’ che abbiamo visitato finora: ogni via e’ un susseguirsi continuo di microvetrine che vendono qualsiasi cosa, e nel retro delle quali vive almeno una famiglia dedita alla specialita’ del negozio. In alcuni casi sono organizzati in isolati congrui (tutti i metallurgici insieme) in altri a caso. La sensazione che abbiamo portato a casa da 开封 e’ stata quella di un luogo in cui abbiamo potuto intercettare almeno un po’ la vita popolare cinese, chiacchierando con i vecchietti lungo la strada mentre cercavano di venderci degli uccellini, e camminando nei sobborghi veramente simili alle villas argentine (se non peggio) per arrivare a una sperduta pagoda.

I chinao non hanno avuto pieta’: durante la Rivoluzione Culturale tutta la dedizione che avevano dedicato nei secoli a opere immani come pagode e templi, si e’ trasformata in una volonta’ iconoclasta senza precedenti. Migliaia di volti di Buddha devastati dalla furia purificatrice delle Guardie Rosse e dei semplici cittadini desiderosi di un nuovo sistema imperiale da seguire e vivere. Proprio oggi ne parlavamo con Blanca e ci dicevamo: "non e’ un segno di debolezza quello di non avere a cuore la propria storia, ma un segnale della potenza e della determinazione del popolo cinese. C’e’ da cacarsi addosso. Detto con un francesismo". A 开封 siamo riusciti a visitare quasi tutti i siti che ci interessavano, inclusa la moschea che era ben imboscata sotto le mentite e precedenti spoglie di tempio buddhista. Il meglio in assoluto della citta’ ci e’ stato regalato con il mercato notturno (夜市) che ci ha colto di sorpresa: siamo rientrati in hotel per dormire e farci la doccia alle sei e alle sette e mezza l’incrocio deserto che avevamo visto si era riempito di circa 7000 bancarelle che vendevano di tutto, principalmente cibo. Ci siamo tuffati in mezzo e dopo un vagabondaggio conpiaciuto ci siamo seduti a un tavolo a sbranare spiedini di carne, ravioli alla piastra di una bonta’ assurda e altre prelibatezze compreso il dattero cinese di cui misconoscevo l’esistenza.

Il cibo e’ una seconda natura per i chinao. Mangiano sempre. Quando non stanno facendo qualcosa, si fermano e mangiano. Porzioni immense, a prezzi incredibilmente bassi, soprattutto se si frequentano i mercatini, le bancarelle e le zone delle citta’ dei chinao. Mi spiace quasi non riuscire a mangiare di piu’ e lasciare sempre un po’ di roba nel piatto. Le bancarelle del mercato di 开封 al momento sono ancora l’esperienza piu’ divertente che ci e’ capitata. E non ce ne sono capitate poche!

Dopo un giorno a 开封 ci siamo spostati con un viaggio in treno in piedi fino a Luoyang (洛阳), da cui contavamo di raggiungere alcuni siti turistici ma speravamo molto belli. Il primo giorno non ci ha delusi con le Grotte della Porta del Drago (龙门) a cui siamo arrivato con i bus chinao: anche questi puliti, sgombri di persone e comodi, oltre che economicissimi, 1.5 yuan a cranio (tredici centesimi). In confronto ai bus chinao quelli di Genova sono il nono girone dell’inferno dantesco. Le grotte sono un complesso di templi e statue scavato nella roccia sulla montagna che si affaccia sul fiume Luo: uno spettacolo notevole. Vicino poi c’e’ anche un parchetto dove rilassarsi dopo le quattro ore di camminata e gradini per vedere tutti i Buddha sfigurati ma massicci, e una via commercialissima se uno ha bisogno di mangiare. Al ritorno dalle grotte ci siamo fermati al Tempio di Guanlin (关林寺), dove si dice riposino le spoglie di Guan Yu, generale protagonista del romanzo "I Tre Regni" e post mortem dichiarato Dio della Guerra. Le statue nel tempio sono molto belle e guerresche, e il posto in generale e’ molto piacevole da visitare.
Al contrario il secondo giorno a 洛阳 ci ha riservato un po’ di sfiga: prima di tutto ha ricominciato a piovere, cosa che ci ha indotto a privilegiare il tour organizzato dall’ostello a Shaolin (少林) piuttosto che fare da noi e portarci alla piu’ genuina e popolare Denfeng dove tra l’altro ha sede la piu’ grossa accademia di Wu Shu della zona (con migliaia di bambini invasati). Il tour in se’ non era male, ma lasciar gestire i miei tempi ad altri e’ cosa che non mi si addice. Almeno siamo riusciti a vedere 6-7 cose prima di rientrare stremati da pioggia e ritmo della guida chinao in ostello. Tanto perche’ lo sappiate: Shaolin (少林) e’ una merda turistica inguardabile, che si salva solo per la foresta delle pagode, molto bella anche se impaccata di gente a ogni ora del giorno, mentre l’accademia songshan e altri templi che hanno fatto parte del tour valgono la pena dello sbattimento.
Rientrati a 洛阳 ci siamo lanciati nella ricerca di un paio di scarpe dato che i miei sandali sono morti per strada sotto le risate dei cinesi che mi guardavano strapparmi la suola e ritornare in ostello senza, ma nonostante la gentilezza del tipo del negozio dove avevo trovato delle scarpe chinao fichissime non sono riuscito a trovare il mio numero. Tutti i negozi hanno al massimo il 44, e anche se hanno il 45 e’  piu’ piccolo del medesimo numero italiano e non mi calza. Non solo siamo nasi lunghi, ma anche piedi lunghi! 🙂

Ora mollo tutto che ho passato ben un’ora al pc per scrivere queste quattro minchiate che non sono neanche un centesimo di quello che ci sarebbe da raccontare. Mi riporto nelle mie stanze, anche perche’ grazie a Carrefour (qui Jialefu) sono riuscito a tranquillizzare Blanca sulla colazione: caffe’ solubile e biscotti al cioccolato. Della Cina amo praticamente tutto, tranne la colazione con brodaglie, uova sode e un pasto completo che anche a cena mi lascerebbe pieno come un maiale. Ma mi pare un problema ovviabile.

明天我们去西安,再见!!!

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